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S. Lucia di Mendola, crolla parete del romitorio settecentesco PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Aprile 2011 19:37
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20110415_ridPalazzolo Acreide. Per incuria si sbriciola, fino a crollare, una delle pareti portanti del romitorio di S. Lucia di Mendola. È il destino del patrimonio culturale impropriamente definito “minore”, quello che non gode dell’impegno della Soprintendenza per carenza di risorse economiche e umane, risorse che vengono canalizzate quasi esclusivamente a favore dei siti più appariscenti e conosciuti.
Il romitorio è parte integrante della Chiesa di S. Lucia di Mendola, costruzione dei primi del 1700 ristrutturata in maniera architettonicamente discutibile nel 1968. La chiesa fu realizzata accanto alle macerie di altre tre chiese sovrapposte (una paleocristiana, una bizantina e una normanna), tutte dedicate alla Santa vedova romana che molti confondono con la Vergine siracusana.
Il romitorio che sta crollando fu edificato dopo il terremoto del 1693 e si trova alle spalle dell’attuale chiesa. Fu costruito da padre Corrado Scieri, fra Lorenzo e fra Corrado di Noto, i tre eremiti che decisero di non abbandonare il secolare culto di S. Lucia di Mendola e di stabilirsi lì, tra le macerie del terremoto, attirando i sacerdoti di Palazzolo per conversare e meditare insieme.
Il crollo della parete era stato annunciato da tempo. La locale associazione “S. Lucia di Mendola”, che ha l’incarico di vigilare e di pulire il sito anche con lavori di decespugliamento per consentire ai visitatori di leggere i segni dell’uomo sulla roccia, lo aveva segnalato in tempo utile tanto alla Soprintendenza quanto all’attuale organo competente, il Parco archeologico di Eloro. Ma il continuo rimandare di giorno in giorno un improrogabile intervento di recupero ha fatto sciogliere come neve al sole la parete perimetrale del romitorio.
Il crollo è da intendere come il grido di allarme di un sito dimenticato da molti, anche da chi ha il dovere istituzionale di difenderlo, valorizzarlo, recuperarlo. Non è più tempo di rimandare i lavori di messa in sicurezza. Attualmente il responsabile del sito è l’archeologo Lorenzo Guzzardi, Direttore del Parco archeologico di Eloro di cui S. Lucia di Mendola fa parte. Guzzardi da tempo sta lavorando al progetto di recupero. Con i lavori di messa in sicurezza il sito verrebbe finalmente difeso dal degrado strutturale e il pubblico potrebbe visitarlo dentro, evitando di doverlo osservare a distanza attraverso una rete di recinzione che attualmente ne proibisce l’ingresso per motivi di sicurezza.

 

Fabio Morreale

20110415

Il muro crollato del romitorio settecentesco di S. Lucia di Mendola

 
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