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Natura Sicula

Associazione a carattere regionale fondata nel 2008 a Siracusa, dove conserva la sua sede legale. Tra le finalità ha la conoscenza, la tutela, la conservazione e la valorizzazione della biodiversità, degli habitat naturali, degli ecosistemi, delle tradizioni gastronomiche siciliane, della legalità, del patrimonio etno-antropologico, musicale, dialettale, ecc. 

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Chiese usate come stalle, lo sfregio dei siti rupestri PDF Stampa E-mail
Venerdì 31 Gennaio 2014 14:27
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 Chiese rupestri usate come pascoli e siti preistorici diventati dormitorio di tossicodipendenti. Accade in alcuni scorci del Siracusano, come denuncia, ancora una volta, l'associazione Natura Sicula nel tentativo di salvare dall'incuria e dal degrado un patrimonio a rischio.
«Basta fare un giro poco fuori città - dice Fabio Morreale, responsabile del gruppo naturalista -. Pensiamo al Casino Grande di Priolo, che si trova sul Monte Climiti: oggi semidistrutto e usato come ricovero per ovini». Qui si trovano i resti di una fattoria settecentesca che era il cuore di un feudo dei Baroni Beneventano del Bosco, oggi usata come pascolo per le pecore.
E ancora la chiesa rupestre di Bibbinello, nel territorio di Palazzolo, trasformata in stalla. «Senza dimenticare - dice ancora Morreale - le neviere della zona montana che invece di essere tutelate e valorizzate, sono stracolme di rifiuti. E poi lo scenario triste delle costruzioni abusive a pochi metri dal mare che impediscono il godimento del paesaggio e l'accesso al mare, la Torre Xibini di Pachino frequentata dai drogati, l'Isola di Capo Passero piena di eternit, il cenobio di San Marco non visitabile per le ostilità del proprietario terriero. L'incuria è malattia che contagia, soprattutto chi non ha voglia di lavorare e difendere i propri tesori».
Come Natura Sicula evidenzia, il patrimonio calpestato dalla scarsa attenzione di cittadini e istituzioni, appartiene al territorio stesso. Per la difesa di questi siti già in passato i naturalisti sono scesi in campo bonificando aree e monumenti. «Possiamo lavorare solo in termini di sensibilizzazione degli enti preposti alla gestione - dice Morreale - ma mai sostituendosi a loro. Siamo disposti ad affiancarli nella gestione di alcuni parti o di alcuni settori. Ma prima che sia troppo tardi».


Isabella Di Bartolo

 

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Febbraio 2014 12:07
 
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