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Formati altri "Cacciatori" di verdure selvatiche PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Febbraio 2014 13:13
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01Siracusa. Con una indimenticabile cena a base di verdure selvatiche, in un noto agriturismo ricco di profumati limoni, si è concluso sabato scorso l’VIII corso di fitoalimurgia Andare per verdure, l’unico corso in cui gli allievi sono felicemente disposti a fare i ripetenti pur di rivivere la stessa esperienza.
Sono centinaia ormai le persone che con i corsi di Natura Sicula hanno imparato a riconoscere, raccogliere e a trasformare le piante spontanee che si possono utilizzare in cucina in piatti dal sapore originale e atavico. Se vero è che il successo del corso è legato alla possibilità di ricavare risorse alimentari direttamente dalla natura spontanea, è anche vero che incide notevolmente il piacere di partecipare alle lezioni in campo che, ovviamente, si tengono all’aria aperta.

Non a caso le lezioni pratiche sono maggiori rispetto a quelle teoriche, per consentire agli allievi di imparare il riconoscimento facendo leva non solo sulla vista ma anche su altri sensi quali il tatto e l’olfatto. Il successo del corso è determinato anche da altri vantaggi non trascurabili, come quello che le verdure selvatiche si coltivano da sole, sono gratuite, obbligano a variare la dieta in funzione delle stagioni, sono veramente biologiche, difendono dai sapori omologati, conservano il germoplasma, ci difendono dall’obesità perché hanno più fibre.
Per la cena finale l’intero menù (dagli antipasti al dolce, liquore compreso) è stato preparato con competenza e passione utilizzando molte verdure selvatiche tra cui la senape bianca, il porro selvatico, il finocchietto, il fiordaliso stellato, l’ombelico di Venere, la borragine, la carota selvatica, il rapastrello, la costolina, i cardoni, la bietola selvatica, la cardella, la nepetella, il mirto, la lattuga selvatica.
Tra i corsisti è stato un piacere avere Martina e Susanna, due sorelle di 9 e 10 anni animate da una tale passione che le ha indotte a imparare a raccogliere gli spinosi cardoni senza usare i guanti. Ma anche una giovane coppia che col loro bimbo di pochi mesi ha dimostrato che si può andare in escursione tra i campi anche quando si hanno figli di tenera età. Il bimbo, portato dal padre col marsupio o dalla madre con le fasce, ha partecipato sorridente a tutte le lezioni tra una poppata al seno e una pausa.
Ai partecipanti è stato consegnato l’attestato di partecipazione accompagnato da un piatto di ceramica in stile calatino decorato a mano dalla siracusana Maria Incamicia.
Il prossimo corso di fitoalimurgia è in programma a gennaio 2015.


Fabio Morreale

 

01

Cena finale 2014

 

02

Cardoni fritti, focaccia di costolina, polpette di finocchietto, arancini borragine e ricotta

 

03

Morreale spiega la Barlia robertiana

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Febbraio 2014 08:28
 
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