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La riserva naturale di Cava Grande del Cassibile non può essere deturpata nè privatizzata PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Aprile 2014 23:33
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01Noto (SR). Il TAR  di Catania, con la sentenza dell’11 aprile 2014, ha dato ragione all’Azienda Foreste Demaniali relativamente al ricorso fatto dal titolare dell’area attrezzata “Martin Pescatore”, sita lungo il fiume Manghisi, nella Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile.
Sono trascorsi ben 2 anni, da quando furono fatti in zona A e B una serie di interventi per la realizzazione di un’area attrezzata, che ha causato:
-    il decespugliamento massivo e indifferenziato in zona A della riserva, e la modifica permanente dell’originario stato dei luoghi.
-    l’installazione di cancelli in legno e reti metalliche che impediscono il passaggio e la libera fruizione  della riserva.


A suo tempo, alcune associazioni culturali e ambientaliste denunciarono l’accaduto agli Enti responsabili della riserva e all’autorità giudiziaria. A seguito di un’attenta e scrupolosa attività di accertamento, il  Corpo Forestale  e l’Azienda Foreste Demaniali contestarono diverse violazioni e sanzionarono il titolare dell’area attrezzata per:
-    illegittimi movimenti di terra e esportazione non selettiva del sottobosco con creazione di un percorso a fondo naturale;
-    fruizione dell’area senza la preventiva comunicazione del programma;
-    utilizzo di materiale promozionale in assenza della preventiva autorizzazione;
-    mancata messa a disposizione delle strutture in favore dell’Ente gestore
-    collocazione non autorizzata di un cancello in legno.
Inoltre, l’Azienda Foreste Demaniali revocò con un suo decreto il protocollo d’intesa e i due nulla-osta, e ordinò: di dismettere i percorsi realizzati e le aree adibite a pic-nic, così da consentire la naturale evoluzione della vegetazione spontanea; di rimuovere le tabelle e i cartelli indicatori collocati nell’area interessata, riportanti illegittimamente loghi istituzionali della Regione Siciliana.
Il proprietario dell’area attrezzata aveva impugnato i provvedimenti dell’Azienda davanti al Tribunale Amministrativo di Catania il quale lo ha respinto. Più efficace di ogni commento ci appare il passaggio della sentenza nel quale il TAR precisa come “non vi siano dubbi che il comportamento complessivamente assunto dal ricorrente (…) è da qualificare sia in termini di inadempimento alle obbligazioni assunte (a valle) con il protocollo di intesa, sia in termini di violazione della disciplina dettata (a monte) dal Regolamento, approvato con D.A. n. 828 del 30/05/1987, recante le modalità d’uso e i divieti vigenti con riferimento alla Riserva Naturale “Cavagrande del Cassibile”. Ponendo fine a tutte le mistificazioni a cui abbiamo assistito in questi mesi, il TAR ci dice chiaramente che, “una volta riscontrato il comportamento illegittimo tenuto dal ricorrente”, l’Amministrazione “ben si è determinata nel senso di recedere unilateralmente dal protocollo e, conseguentemente, di caducare in autotutela i successivi provvedimenti di nulla-osta”. In sintesi i giudici del TAR ci dicono chiaramente che il protocollo d’intesa imponeva al titolare, comunque, di rispettare il regolamento della Riserva. E che lui non lo ha fatto!
Quanto accaduto evidenzia che, nonostante siano trascorsi parecchi anni dall’istituzione delle aree protette in Sicilia, non tutti hanno chiaro il significato di riserva: luogo privilegiato per la salvaguardia di tutti gli elementi della natura ove non è possibile manometterli, neanche in presenza di “protocolli d’intesa”.
Ci auguriamo che gli Enti preposti alla gestione della riserva di Cavagrande diano immediata esecuzione alla sentenza e si adoperino per ottenere dal titolare dei terreni il ripristino dello stato dei luoghi, il pieno rispetto del regolamento della riserva e la libera fruizione della stessa da parte dei visitatori. Auspichiamo infine che l’Ente gestore riprenda l’opera di acquisizione di quei terreni privati che si trovano in zona A o in aree a essa contigua e che sono fondamentali per la sua effettiva fruizione. 

Le associazioni: Acquanuvena - CAI Siracusa - Case sparse dell’Agro Netino - Ente Fauna Siciliana - Legambiente Siracusa - Natura Sicula - Noto Ambiente - Paesaggio e Futuro - Sciami

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Aprile 2014 05:15
 
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