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L'amianto "scorre" lungo il fiume Asinaro PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Luglio 2014 21:22
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01Da Rete Regione del 24/07/2014
http://www.reteregione.it/noto-lamianto-scorre-lasinaro/
Noto. Blitz sul suggestivo fiume Asinaro per scoprire la sua “ricchezza” d’amianto. Dopo numerose sollecitazioni degli ambientalisti, s’è resa necessaria l’analisi territoriale dell’associazione Natura Sicula. Da molto tempo la parte più bassa del fiume, quella in corrispondenza della rotatoria d’uscita sud della Capitale del Barocco, si è trasformata in discarica abusiva: troppi anche gli incendi per “bonificare”un’area di raro pregio storico e naturalistico. “Il fiume Asinaro - commenta amareggiato Fabio Morreale – è stato scelto fin dai primi insediamenti umani, per fondarvi accanto la città di Noto.

Purtroppo è ricco di amianto. La destinazione d’uso che qualcuno gli ha recentemente attribuito è quella di discarica”. E aggiunge: “Tra le tonnellate di rifiuti abbandonati sulle rive e sull’alveo non manca nemmeno il cancerogeno amianto, sotto forma di lastre di copertura o di serbatoi d’acqua (uno, in particolare, proprio sul letto del fiume) – continua il naturalista – . L’etichetta di Capitale del barocco siciliano e di patrimonio Unesco, evidentemente, non è valsa ad arrestare questo fenomeno di primitiva inciviltà. Chi dovrebbe provvedere “si gira dall’altra parte”, fa finta di non vedere, e non inserisce la bonifica e la lotta alle discariche tra gli interventi prioritari”.
Il che è come dire “che a Noto si fa attenzione a mantenere il salotto (centro storico) pulito, mentre l’ingresso e il corridoio (periferia) continuano a essere brutti, sporchi e inquinati”.
Secondo Morreale, ciò che manca alla coscienza collettiva, così come a tutti gli abitanti del centro sud del paese, è il senso di appartenenza del bene comune. Di conseguenza, in quest’ultimo si può fare di tutto, tanto “non ci appartiene”. L’appello è a recuperare quel senso di orgoglio per il territorio, che non è scomparso nel dna.


Roberto Rubino

 

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