header

Natura Sicula

Aggregata alla Federazione nazionale Pro Natura di Torino, collabora con molti enti pubblici che garantiscono indipendenza.

Salva il suolo

20161129 salvasuolo2

Differenziata

Raccolta_rid
Raccolta differenziata
Risposte rare a domande frequenti

5x1000

5x1000

Sostieni Natura Sicula con il 5x1000!!

Previsioni meteo

logo-meteo
Previsioni meteo per la Sicilia

Statistiche

Notice
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Spiaggia La Galera, cemento fin sopra gli scogli fra frane e smottamenti crolla pure una piscina PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Morreale   
Giovedì 25 Gennaio 2018 12:43
Share

Non bisogna essere geologi o studiosi per capire che lì non andavano realizzate costruzioni così vicine al mare. E che il mare è di tutti, e la roccia tenerissima, ricca di argilla. Il fenomeno erosivo è veloce e percepibile a occhio nudo. Ma l’arroganza dell’uomo non ha limiti, specie quando ha la presunzione di riuscire a dominare le forze della natura. Siamo alla Penisola della Maddalena, in via del Faro Massolivieri, sul lato sud del Porto grande di Siracusa. Siamo esattamente presso la piccola spiaggia la Galera ove, a meno di 200 m dalla costa, si alza di appena due metri lo scoglio omonimo in cui Paolo Orsi trovò “una tomba sicula a pozzetto e camera circolare scoperchiata, un pozzo sezionato, una rozza escavazione circolare (diam. m 2,12), profonda poco più di un metro, come fosse una fondazione, e tracce di cave di pietra”. A partire dagli anni 70 del secolo scorso, quando il boom economico consentì anche al ceto medio di accumulare risparmi e di investirli nel mattone per difenderli dall’inflazione, questa lingua di terra (e non solo) è stata fagocitata dal cemento fino all’inverosimile: ville, seconde case, scalini, tunnel, rimesse per barche, piscine e quant’altro. Tutto abusivo, tanto per decenni gli amministratori siracusani hanno fatto come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Siracusa si sa, è la città dei furbi, dove se hai le amicizie giuste puoi fare quello che vuoi senza rischiare nulla. E questa colata di cemento ne è la dimostrazione. In alcuni casi, le proprietà adiacenti alla spiaggia hanno alzato muri di 3 m fino alla battigia, lasciando solo un camminamento (in cemento, sic!) di 70 cm. C’è anche chi, per andare al mare senza uscire dalla proprietà, ha fatto costruire scalini, ovviamente in cemento. Qualcuno ha trovato complicato dover camminare a piedi scalzi sugli scogli, quindi li ha rivestiti di cemento. E siccome con la natura non si scherza, il conto da pagare è arrivato alla cittadinanza in senso lato, ma anche ai “privilegiati” in senso specifico. Sulla penisoletta che delimita a est la spiaggia era stata costruita una piscina il cui destino era già scritto nei continui casi di frane e smottamenti che si registrano nell’area. La penisoletta è crollata e con essa la piscina che la sovrastava.
Costruire infischiandosene delle regole provoca pesanti conseguenze allo sviluppo urbanistico, alla qualità del paesaggio, all’economia e alla sicurezza del territorio. Punire il reato di abusivismo edilizio è un passo indispensabile per evitare nuove colate di cemento fuori controllo, per evitare di vedere deturpato il bene comune. Considerato che Siracusa non è Licata, non ci facciamo illusioni: le costruzioni abusive non sono state mai e mai verranno abbattute. Solo uno tsunami potrà rendere giustizia.

01

02

03

04

05

06

07

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Gennaio 2018 12:50
 
cheap Zyrteccheap Vermaxcheap Xenical cheap Lisinoprilcheap Ventolincheap Premarin cheap Zoloftcheap Doxycycline cheap Zyprexacheap Flagyl cheap Prednisonecheap Zithromax cheap Acompliacheap Amoxil cheap Bactrimcheap Norvasc cheap Tadacipcheap Motrin cheap Cleocin