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Carmelo era un bravo ragazzo. Ricordiamolo. Non merita di essere dimenticato PDF Stampa E-mail
Scritto da Carmelo Zaccarello   
Giovedì 19 Novembre 2009 16:02
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Raccolta firme
Info: sez. di Siracusa 328 6615190
Proprio in questi giorni è stata presentata al Sindaco di Siracusa una raccolta di lettere mediante le quali un movimento spontaneo di cittadini siracusani, costituito soprattutto di giovani, ha chiesto l'intitolazione di una via o di una piazza in ricordo di Peppino Impastato, giornalista ucciso dalla mafia.
Purtroppo non soltanto Peppino Impastato, ma anche molte altre vittime di mafia non trovano la giusta memoria nella nostra città. Tra queste un giovane siracusano, Carmelo Zaccarello, rimasto ucciso 21 anni fa in quella che i siracusani ricordano come la "strage del bar Moka".
Carmelo era un bravo ragazzo.
La sua vita si è spenta prima di poter festeggiare il suo venticinquesimo compleanno.
Il destino con lui è stato terribilmente cinico, inflessibile. La sua era ed è una normale famiglia perbene, onesta di Siracusa. Il padre, morto poco tempo fa, gestiva un piccolo bar, il “Bar Moka", in Via Roma, nel cuore di Ortigia. Carmelo lo aiutava abitualmente e ancora di più nei momenti di maggiore afflusso di clienti, come la sera della vigilia di San Martino.
L’ultima sera della sua vita, il 10 Novembre 1988, il ragazzo stava lavorando nel bar con la sua fidanzata, Cinzia, e il padre. Qualcuno sorseggiava il buon caffè di “zio” Pippo Zaccarello, qualche altro mangiava le calde tradizionali “zippole”, chiacchierando e ridendo. Poi, all’improvviso, si è scatenato un inferno. Spari, grida, sangue dovunque. Una strage: due morti e quattro feriti. Due bande di farabutti appartenenti a opposte “famiglie” mafiose si sono violentemente affrontate in quei pochi metri quadrati. Carmelo è morto lì, ucciso da quelli che la stampa impropriamente definisce col vocabolario della criminalità: “uomini d’onore”. Cinzia rimane ferita. Il padre sconvolto vede morire il suo giovane figliolo.
Bisognerà attendere circa dieci anni di indagini “dovute” su Carmelo (!) per avere la certezza che il giovane non aveva nulla a che fare con la malavita, con i suoi assassini, quei bestiali criminali. Dieci anni dopo questo drammatico evento, la Prefettura di Siracusa ha emesso un documento dove si legge che “Carmelo Zaccarello è un giovane di ottima condotta morale e civile....VITTIMA INNOCENTE di mafia”.
Fino ad oggi che cosa ricorda nella nostra città questo giovane?
Proprio NULLA!!
Carmelo era un bravo ragazzo siracusano. Non merita di essere dimenticato.
A tal motivo la sezione di Siracusa di Natura Sicula chiede ai siracusani di firmare un appello al Primo Cittadino per invitarlo a trovare una forma pubblica volta a ricordare adeguatamente Carmelo Zaccarello.
Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Aprile 2010 16:10
 
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