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Lo scarico di Targia è ancora là PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Aprile 2010 20:58
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3_20100426La Sicilia 29/01/2010 - Siracusa. "Se si pensa che tacendo sul problema dello scarico di Targia si riesca a far calare il silenzio, ci si sbaglia. Continueremo a pretendere la soluzione del problema finchè in quel mare di fogna non si sverserà più una sola goccia di liquami. Quello scarico è illegale".
Il presidente dell'associazione Natura Sicula, Fabio Morreale, pone l'attenzione su un'altra incompiuta da decenni passata sotto silenzio dopo che già a metà maggio il Comune aveva annunciato l'inizio dei lavori da lì a un mese. A seguito della denuncia dell'associazione per scarico fognario illegale e abusivo, presentata in Procura il 3 giugno scorso, le indagini sono state affidate al Pm Maurizio Musco. L'iniziale progetto esecutivo è stato studiato per circa due mesi dalla Soprintendenza, che ha chiesto alcune modifiche per salvaguardare il patrimonio archeologico della zona in cui sarà creato il collettore che convolgierà i liquami al depuratore Ias.
I lavori, avviati a ottobre, erano stati sospesi dopo aver scavato 100 m di fossato per ubicare il collettore che, in totale, ne misurerà 1200. Dalla SAI8 confermano versione, condivisa dallo stesso Morreale, specificando che la Soprintendenza ha rilasciato l'autorizzazione lo scorso 18 gennaio. Il documento ufficiale non è arrivato ancora, ma da quel momento entro 15 giorni ricominceranno i lavori, la cui ultimazione è prevista entro questa estate.
Lorenzo Guzzardi, dirigente del servizio beni archeologici per la Soprintendenza, ha curato la pratica personalmente: "Abbiamo esistato il parere da diversi giorni - sottolinea - ma questi due mesi non sono passati invano: le integrazioni chieste sono state prodotte dai progettisti, con cui abbiamo effettuato i sopralluoghi congiunti e a cui abbiamo fornito le giuste indicazioni. Se vogliono iniziare subito i lavori possono venire a prendere il parere invece di attendere, ma da noi è stato fatto tutto seguendo i tempi previsti dalla legge, e si dovrebbe pensare piuttosto a quanto altri si sono presi prima di iniziare".
Conclude Morreale: "Lo scarico fognario di Targia non è solo un problema di carattere ambientale, ma un'emergenza sanitaria, e non ci sono iter burocratici che reggano di fronte al rischio di una possibile epidemia. In quel mare di fogna vanno costantemente a pescare alcuni incoscienti:Considerata la quantità di canne da pesca contemporamente sugli scogli davanti lo scarico (ne ho contate 12) e la frequenza della loro presenza, non è pensabile che il pescato sia destinato esclusivamente al consumo familiare. In quelle acque c'è anche chi si immerge con la muta per pescare cospicue quantità di ricci e venderne la polpa con il rischio di veicolare virus e batteri ai consumatori".
Luca Signorelli
Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Aprile 2010 21:01
 
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