header

Natura Sicula

Cura il ripristino di un rapporto armonioso ed equilibrato tra l’Uomo e il suo ambiente. È iscritta all’Anagrafe delle ONLUS e dispone di un corpo di Guide naturalistiche accreditate.

 

Salva il suolo

20161129 salvasuolo2

Differenziata

Raccolta_rid
Raccolta differenziata
Risposte rare a domande frequenti

5x1000

5x1000

Sostieni Natura Sicula con il 5x1000!!

Previsioni meteo

logo-meteo
Previsioni meteo per la Sicilia

Statistiche

Notice
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

FAGOCITATI
Share

Monumenti, coste, paesaggi e beni naturali fagocitati da costruzioni realizzate nella provincia di Siracusa in assenza di Piano Paesaggistico.


Per decenni abbiamo costruito senza alcun strumento organico di pianificazione del territorio. I Piani regolatori dei Comuni non sono stati capaci di impedire la costruzione di mostri, anche in presenza di beni irriproducibili. Monumenti, coste, paesaggi e beni naturali sono stati letteralmente fagocitati dal cemento e dall’asfalto e, in alcuni casi, persi per sempre. E senza suscitare la reazione di nessuno, con il tacito assenso di cittadini, società civile, chiesa, amministratori, forze dell’opposizione. Adesso lo strumento di tutela c’è e si chiama Piano Paesaggistico della provincia di Siracusa. È stato adottato, approvato, ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Ma è già in vigore. Le linee guida del Piano, se rispettate, faranno evitare gli errori del passato.
I risultati di uno sviluppo urbanistico senza Piano Paesaggistico è sotto gli occhi di tutti. Basta accorgersene. Oppure basta seguire questa rubrica che, ogni quindi giorni, ne metterà sotto i riflettori uno per volta, dando molto spazio alle immagini, le uniche capaci di dimostrare i danni arrecati.
La rubrica nasce dalla conferenza omonima organizzata da Natura Sicula il 25 ottobre 2017.



Mausoleo Politi PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Morreale   
Mercoledì 15 Novembre 2017 19:33
Share

01Il mausoleo fu scoperto nel 1826 dal pittore-antiquario Vincenzo Politi. Posto a Siracusa, a due passi dal museo archeologico, dal Santuario della Madonna delle lacrime e dalle Catacombe di S. Giovanni, si trova sotto l’asfalto del viale Teocrito, il cui piano stradale, quando è stato rialzato, ha tenuto in scarsa considerazione la presenza del monumento, sotterrandolo e facendolo quasi scomparire alla vista di chi passa a piedi o in auto. L’incuria ha fatto il resto. Il mausoleo risale al IV sec. d.C. ed era destinato a 2 persone altolocate che ebbero la possibilità di optare per una propria costruzione privata anziché essere inumati in Catacomba. All'interno presenta i resti di due sarcofaghi, e molti affreschi. Le pareti e la volta sono affrescate con ghirlande, festoni, rose, pavoni e altri volatili. Nel 2009 fu oggetto di un laboratorio didattico destinato agli alunni dell’Istituto comprensivo “Elio Vittorini” di Siracusa.

Il disegno del com’era e la foto del com’è sono più eloquenti delle parole.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Novembre 2017 19:59
Leggi tutto...
 
La piscina rupestre del Plemmirio PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Morreale   
Martedì 28 Novembre 2017 19:15
Share

Area Marina Protetta del Plemmirio, via dei Diamanti, nei pressi del Varco 25. Qui si rasenta la follia. Esempio eclatante di costruzione abusiva che ha fagocitato, in corrispondenza della battigia, una porzione di scogliera. Non la solita seconda casa abusiva al mare, che qui ovviamente non mancano, ma una piscina scavata qualche decennio fa nella scogliera e alimentata direttamente dal mare. Appropriazione privata, brutale e impudente di demanio costiero, perfetto specchio di un’opinione pubblica e degli enti preposti al controllo assolutamente ciechi e assuefatti. Costruzione simbolo della prevaricazione degli egoismi individuali e degli interessi privati sugli interessi collettivi.
Voci di popolo attribuiscono la proprietà a un noto costruttore siracusano. L’abuso va ben oltre la realizzazione della piscina: una bella colata di cemento sugli scogli da luogo a una scala che dal muro della proprietà fa superare agevolmente il dislivello per raggiungere la piscina “privata”. Completano l’opera una fila di paletti di legno con cordone, e un cartello per indicare ai passanti che l’area è ritenuta privata, pertanto è consentito il passaggio ma non la sosta. Il tutto sempre ben manutenzionato.

01

02

03

04

05

 
Terme bizantine PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Morreale   
Martedì 12 Dicembre 2017 19:42
Share
Per scoprire l’ubicazione delle Terme bizantine bisogna recarsi a Siracusa, in via Arsenale, e avvicinarsi a un noto negozio di materiale elettrico. In corrispondenza di esso, un moderno palazzo di sette piani, risalente agli anni 60. L’impianto termale bizantino è proprio sotto l’edificio, nel portico del condominio, con i pilastri in cemento armato poggiati direttamente sui resti archeologici. Una scelta urbanistica assolutamente folle, la cui responsabilità è imputabile tanto alla Soprintendenza quanto all’amministrazione comunale di allora. Una prosaica recinsione consente di osservare, tra le sbarre della ringhiera, quello che rimane del monumento fagocitato.
Il complesso termale costituisce una delle poche testimonianze archeologiche bizantine ancora visibili nell'impianto urbano di Siracusa. Le modeste dimensioni fanno propendere soprattutto per un impianto termale privato. Sono riconoscibili la stanza quadrata di ingresso alle terme (H, vedi la mappa), la stanza a pianta semicircolare per i bagni in acqua fredda (G, il frigidarium), una sala destinata ai bagni in acqua tiepida (E, il tepidarium), la sala per i bagni di vapore e acqua calda (C, il calidarium), una vasca semicircolare (K), e la base di una fornace per riscaldare le terme (P). Inoltre è visibile un canale per lo smaltimento dell’acqua piovana.
Il primo impianto termale si data alla media età imperiale (III/IV sec. d.C.), con successivi restauri in età bizantina. Per la fase bizantina è stato ipotizzato che il complesso termale possa identificarsi con il Bagno di Dafne, dove nel 668 d. C., secondo le fonti (Teofane, Chronographia, I 535), fu ucciso l'imperatore bizantino Costante II (630-668), che già nel 663 aveva trasferito la sede dell’Impero da Bisanzio a Siracusa. La storia riferisce che il 15 luglio 668 l'imperatore stesse facendo il bagno e che un cortigiano, lo scudiero Andrea, mentre lo aiutava a rinfrescarsi, prima gli versò sulla testa acqua calda e sapone, poi, approfittando della momentanea cecità, gli scaraventò sulla testa un pesante vaso di bronzo che conteneva il sapone. Per il colpo Costante II tramortì, cadde riverso nella vasca, e morì soffocato.
L’imperatore aveva causato tanta sofferenza ai siciliani e ai calabresi. Spogliò chiese e monasteri di ogni avere, e applicò un regime fiscale talmente insopportabile da costringere gli uomini più ricchi a vendere come schiavi i propri figli e a far prostituire le mogli per riuscire pagare le tasse.
L’ipotesi del Bagno di Daphne è basata sul rinvenimento nel 1872, lungo la vicina ex linea ferroviaria Siracusa/Catania, di un tesoro di monete d’oro e di un anello di forma ottagonale, attribuito proprio a Costante II e che egli avrebbe potuto avere al dito quando fu ucciso in queste terme. 
 

 

01

02

03

04

05

06

07

08

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Dicembre 2017 19:50
 
cheap Zyrteccheap Vermaxcheap Xenical cheap Lisinoprilcheap Ventolincheap Premarin cheap Zoloftcheap Doxycycline cheap Zyprexacheap Flagyl cheap Prednisonecheap Zithromax cheap Acompliacheap Amoxil cheap Bactrimcheap Norvasc cheap Tadacipcheap Motrin cheap Cleocin