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Stallaini, riappare il rischio discarica. Accettato il ricorso in appello della società Stampa
Sabato 20 Luglio 2013 15:09
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20130720 ridLa SOAmbiente, la società che vuole aprire una discarica a Stallaini in una cava di pietra dismessa ubicata a soli 350 m dalla riserva naturale Cava Grande del Cassibile (SIC ITA090007) e a 80 da uno degli affluenti del fiume Manghisi, lo scorso inverno aveva visto revocati dal governo regionale, per motivi di legalità, tutti i permessi. Il TAR di Palermo, a cui si era rivolta la SOAmbiente, ne aveva rigettato il ricorso. La società ha quindi ricorso in appello. Il tribunale, in seconda istanza, ha accolto il ricorso dell’azienda.
I delicati e unici ecosistemi di Cava Grande, che rappresenta anche una delle maggiori attrazione turistiche della zona sud, corrono un gravissimo pericolo.
Ricordiamo che nella discarica di cui parliamo, tra l’altro possono essere conferiti :


-    Amianto;
-    Rifiuti solidi prodotti da operazioni di bonifica dei terreni (questo significa che in caso di bonifica e di asportazione di terreni altamente inquinati, come per esempio quelli attorno ad una raffineria o ad un’industria chimica in disuso, questi possono essere conferiti nella discarica di Stallaini);
-    Rifiuti di metalli non ferrosi (quindi  potrebbero essere anche metalli pesanti?);
-    Altri rifiuti non biodegradabili (quali? Potrebbero contenere anche sostanze tossiche?).


Inoltre è noto che è difficilissimo, quasi impossibile, controllare quali materiali vengono conferiti in discarica.  Una bomba ecologica le cui conseguenze ora non siamo in grado di immaginare.
Ricordiamo che il piano paesaggistico nella zona di Stallaini vieta esplicitamente di realizzare discariche.
Le associazioni firmatarie chiedono con forza:


•    all’Amministrazione Comunale di Noto di prendere immediatamente e con grande determinazione tutti i provvedimenti di natura amministrativa e legale affinché sia disinnescata questo enorme pericolo che incombe sugli ecosistemi di Cava Grande e sul futuro economico della zona Sud;
•    ai Parlamentari della provincia di Siracusa ad adoperarsi affinché siano revocati i permessi sciaguratamente concessi alla SOAmbiente;
•    alla Sovrintendenza di Siracusa di revocare, alla luce del piano paesaggistico, il permesso frettolosamente concesso;
•    alle amministrazioni di Avola e Canicattini di concordare con l’amministrazione di Noto e con i parlamentari della Provincia le azione da intraprendere.

ACQUANUVENA
ASSOCIAZIONE ALBERGATORI DI NOTO
ASSOCIAZIONE NATURA SICULA
CASE SPARSE DELL’AGRO NETINO
ENTE FAUNA SICILIANA
NOTOAMBIENTE
PAESAGGIOèFUTURO
SCIAMI

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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Luglio 2013 15:15