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Lentini, ripavimentazione del centro storico: basalto o finto basalto? Stampa
Scritto da Italo Giordano   
Sabato 21 Settembre 2013 18:40
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20130921 ridLa ripavimentazione del centro storico di Lentini non può e non deve avere una soluzione come quella di Carlentini. Sicuramente le piastrelle in monostrato vulcanico, un impasto industriale, sono più economiche ma gli effetti di bruttezza e di falsità storica sarebbero di lunghissima durata. Un centro storico deve essere concepito come un restauro, quindi posare piastrelle di finto basalto equivarrebbe a restaurare la Gioconda con colori acrilici o a rivestire di intonaco o mattoni rossi la facciata della Chiesa di San’Alfio.
Le basole delle nostre strade sono il segno distintivo di tutti i centri storici. La loro superfice, levigata dalla storia, racconta i passi di generazioni. I nostri bisnonni con i loro carri dovevano essere ben felici nel vedere quelle strade uniformi e luccicanti al sole.
Lastricare una strada, in passato, significava esprimere la volontà di un’amministrazione di rendere confortevole il passaggio dei mezzi e delle genti. Inoltre la disposizione accurata delle basole rendeva le nostre vie particolarmente belle. Ma la bellezza è oramai un concetto assente nelle menti di molti.


Il centro storico di Lentini, non meno che in altri paesi e città, ha un lastrico stradale costituito da basole di basalto (che bella allitterazione!), un materiale qui diffuso e particolarmente adatto a questa funzione. Basole ovunque nella città storica: nelle salite, nelle discese, nelle piazze, nelle strade piane. Solo nei gradoni si utilizzavano cornici di basalto campite di ciottoli di fiume. Nelle salite, irte, le basole erano disposte a lisca di pesce con un’alternanza di quadrelli di basalto e mattoni rossi con un effetto di accattivante bicromia.
Cambiano i tempi e cambiano i gusti, ma, soprattutto, passano le macchine, alle signore si rompono i tacchi e ai politici le loro fragili caviglie. Le basole diventano scomode. Le macchine traballano. Gli autisti imprecano per gli ammortizzatori logorati. Le amministrazioni stendono asfalto o mattoni asfalto, ovviamente soluzione funzionale, ma deflagrante per l’estetica dei quartieri storici.
Nell’ultimo decennio, per fortuna, la sensibilità per questo aspetto è maggiore: Catania, Siracusa, Avola, per citarne alcune, possono essere un esempio felice di ripavimentazione e riqualificazione urbana. La piazza municipio di Carlentini, invece, è stata lastricata con piastrelle in monostrato vulcanico con un risultato poco felice e inidoneo a una piazza storica.
Il centro storico di Lentini ancora ha delle enormi potenzialità non sufficientemente comprese e opportunamente valorizzate.
La politica che programma il recupero dei centri storici e la loro riqualificazione non può ingannarsi utilizzando materiali non consoni e affidandosi a professionisti poco sensibili alla storia urbana. Lo studio dei lastrici dovrebbe precedere qualsiasi progetto di ripavimentazione.
Nella speranza che qualcuno ascolti, un  invito alla riflessione.

Italo Giordano
Presidente Natura Sicula Lentini

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