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Rimosso il soprintendente di Siracusa. Noto conferma il regolamento di edilizia rurale Stampa
Venerdì 25 Ottobre 2013 17:11
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20131025Due buone nuove.
La prima. Il Soprintendente di Siracusa Orazio Micali, amico di geometri, ingegneri, architetti e costruttori edili, è stato rimosso.
La seconda. Il Consiglio comunale di Noto non ha approvato le varianti al nuovo regolamento di edilizia rurale.
In ambedue i casi l’intervento di Natura Sicula insieme a molte altre associazioni è stato decisivo.

Per la rimozione del Soprintendente di Siracusa Orazio Micali, Natura Sicula aveva sottoscritto due richieste indirizzate al Governo Crocetta, segnalando tra l’altro la distruzione di un sito archeologico di periodo greco durante i lavori di costruzione di una bretella stradale nei pressi dello svincolo autostradale Noto-Pachino. Nell’aprile 2012 la nomina di Micali era stata ben accolta dagli speculatori del cemento. Le numerose autorizzazioni rilasciate aveva creato un clima di disponibilità e complicità che i rappresentanti di interessi privati hanno ripagato pochi giorni fa inscenando un sit-in pro Micali. Al suo posto è stata nominata per meriti l’archeologa Beatrice Basile (foto), già Soprintendente di Enna e direttrice del Museo archeologico di Siracusa. Con la Basile è facile immaginare un vero ed efficace impegno a tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico, e un clima di collaborazione con tutto il personale della Soprintendenza.
Martedì scorso il Consiglio comunale di Noto ha respinto a maggioranza le varianti alle norme che disciplinano l’edificazione in zona agricola. Le varianti erano state proposte da un gruppo di Consiglieri (Bosco, Pennavaria, Veneziano, Cutrali, Tardonato) allergici allo sviluppo sostenibile. Tali norme, approvate lo scorso luglio, non bloccano la crescita ma servono, ad esempio, a regolamentare l’altezza degli edifici, a impedire che le verande si trasformino per incanto in stanze, il deposito attrezzi in nuova abitazione, i sottotetti in mansarde, a limitare gli sbancamenti e a stabilire i materiali da usare per l’intonaco e il tetto. Lo sviluppo economico di Noto, così come quello di qualsiasi altra città a incremento demografico zero, non è legato alla costruzione di nuovi edifici ma passa attraverso il restauro e il riuso dei vani vuoti (a Noto circa 17.000) e alla non cementificazione del territorio.

 

Il Presidente
Fabio Morreale

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Ottobre 2013 08:54