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No al fuoristrada selvaggio sulla rete escursionistica locale Stampa
Lunedì 11 Novembre 2013 17:02
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Contro l’uso intensivo dei mezzi motorizzati sulla viabilità minore, su sentieri, mulattiere, pascoli e nelle aree protette

Il prossimo 17 novembre è previsto il XXI Memorial “Enzo Caruso”, un raduno di fuoristrada indetto dal Club 4x4 Val di Noto che interesserà parti rilevanti del territorio collinare ibleo. Domenica, 27 ottobre 2013 si è svolto il 3° Raduno Quad Val di Noto promosso dal ‘Gruppo Quad Val di Noto’ in collaborazione con il ‘Gruppo Noto Enduro’ (l’itinerario interessava le contrade netine di Serra Vento, Inferno, San Marco, e Noto Antica).
     Il territorio Ibleo è area di straordinario valore naturalistico paesaggistico e storico, e come tale è soggetto sia alle norme di salvaguardia stabilite dal Piano Paesaggistico di Siracusa, sia alle norme comunitarie a tutela della biodiversità in quanto numerose parti di esso sono riconosciute come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) nell’ambito della Rete ecologica Natura 2000.

Si possono autorizzare tali manifestazioni nocive e, di fatto, illegali
in aree con vincoli ambientali, paesaggistici e storici?

      Le associazioni firmatarie, manifestano la propria opposizione verso tali attività, e denunciano gli effetti nefasti che raduni e/o gare di competizione di veicoli fuoristrada - quad, enduro e 4x4 - provocano nelle cave e sulle colline iblee:

-    onerose conseguenze economiche per il danneggiamento irreversibile d’un bene comune del nostro patrimonio rurale - quello della rete viaria minore - che andrebbe preservato per la promozione di un turismo ecosostenibile a piedi o in bici;
-    rischio che il passaggio di un così alto numero di mezzi, dotati di pneumatici particolarmente ‘aggressivi’, rovini il fondo di sentieri e mulattiere;
-    distruzione di muretti a secco di sostegno e terrapieni;
-    degrado della vegetazione di aree verdi e/o boschive;
-    disturbo alla fauna selvatica prodotto dall’inquinamento acustico;
-    inquinamento dei gas di scarico;
-    dissesto idrogeologico;
-    rischio per la sicurezza di quanti praticano l’escursionismo.

      Non serve essere ambientalisti per capire quanto la bellezza di certi luoghi sia incompatibile con un’attività portatrice di tante serie conseguenze, che ha scarsa sensibilità per i luoghi che attraversa,  che denota una visione della campagna come zona franca dove tutto è permesso. Se lo scopo è superare ostacoli e percorsi impegnativi, non si capisce perché lo si debba fare in ambienti delicati dal grande valore storico-naturalistico, e lungo itinerari creati per essere percorsi a piedi o a dorso di animale.
      Le associazioni firmatarie rivendicano il diritto alla sicurezza e il rispetto del patrimonio naturalistico e culturale Ibleo. Chiedono di tutelare l’escursionismo a piedi o in bici; di stabilire corrette modalità di utilizzo della viabilità minore, vietando la pratica indiscriminata e intensiva del fuori strada (4x4, quad, enduro e simili) nei luoghi caratterizzati da peculiarità ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e archeologiche, e regolamentandola su percorsi adatti all’esercizio della stessa.

 
ACQUANUVENA
CASE SPARSE DELL’AGRO NETINO
ENTE FAUNA SICILIANA                               
NATURA SICULA
NOTO LIBERA                                                                                   
NOTOAMBIENTE                                                      
SCIAMI                                                                       
WWF NOTO    

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Ultimo aggiornamento Sabato 16 Novembre 2013 08:59