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Tombaroli scavano la chiesa rupestre di S. Panagia Stampa
Giovedì 24 Aprile 2014 22:52
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02Siracusa. La segnalazione è già stata fatta alla Soprintendenza BB. CC. AA. di Siracusa e alla Sezione TPC (Tutela del Patrimonio Culturale) dei Carabinieri. Da poco più di un mese ignoti hanno scavato il pavimento della chiesa rupestre di S. Panagia, creando tre buche simili a due tombe a fossa. Probabilmente trattasi dell’opera di tombaroli i quali, muniti di metal-detector, si illudono di poter trovare qualche oggetto metallico prezioso. Gli scavi dei tombaroli sono le uniche tracce di visitatori indesiderati da quando nel 2010 Natura Sicula adottò il monumento. Oltre a segnalare il danno, la nostra associazione ha proposto alla Soprintendenza di collocare un cancello a sbarre per impedire il ripetersi di fatti analoghi.

La chiesa rupestre si trova sulla parete idrografica sinistra della piccola valle di S. Panagia, a mezzacosta. È collegata all’altipiano con una scala intagliata nella roccia che, dopo il 1871, serviva anche a scendere nella piccola spiaggia venutasi a creare a seguito del terrapieno della ferrovia. Dal 2010, dopo lunghi anni di abbandono, è possibile visitare l’oratorio grazie ai lavori di decespugliamento e pulizia del sentiero eseguiti periodicamente dai volontari di Natura Sicula. La chiesa fu segnalata per la prima volta da Giuseppe Agnello. Lo studioso ipotizzò che il toponimo dell’antico luogo di culto dedicato alla Vergine “tutta santa” si fosse esteso alla circostante contrada nei pressi dell’omonima baia. Santa Panagia, infatti deriva dal greco “pan” e “haghia”, che letteralmente significa “tutta Santa”, ovvero la Santa per antonomasia, la Vergine. L’oratorio è costituito da un unico ambiente a pianta circolare. All’interno dell’ipogeo, sulla parete si conservano esigui resti di intonaci dipinti, su tre strati. Si tratta di pitture a bande rosse e con tracce di blu scuro riportabili al periodo medievale dell’arte bizantina. La chiesetta, anche sulla scorta della documentazione pittorica, viene datata ai secoli XIII e XIV. Il vicino villaggio di Santa Panagia con l’omonima tonnara si data, invece, dopo il Medioevo.

Fabio Morreale

 

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