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Non vogliamo quad, 4X4 e fuoristrada in aree di pregio naturalistico e paesaggistico Stampa
Mercoledì 29 Luglio 2015 18:23
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20150729 fuoristradaFuoristrada, quad, 4x4 scorrazzano nel periodo invernale nelle trazzere dei monti Iblei e in estate sulle dune di sabbia e sulle spiagge, fino ad arrivare quasi a mare. Domenica scorsa, come ogni estate, la spiaggia di Eloro-Pizzuta, è stata meta di impattanti veicoli. Arenile ritenuto scacro dagli abitanti della subcolonia di Eloro, e per questo dedicato a Demetra e Kore, oggi protetto dal vincolo paesaggistico ed archeologico,
In considerazione di ciò chiediamo alla Soprintendenza e alla Procura di Siracusa, al Comune di Noto e al Corpo Forestale, ciascuno con le proprie competenze, di intervenire con maggior impegno per impedire che le dune e la spiaggia di Eloro-Pizzuta, vengano devastate da fuoristrada, 4x4 e quad. Ricordiamo che per quest’area, ricca di peculiarità paesaggistiche, archeologiche e naturalistiche, abbiamo presentato alla Regione una proposta di inclusione nella riserva di Vendicari. La proposta gode del parere favorevole della Soprintendenza di Siracusa e del Consiglio Comunale di Noto.

Gli effetti nefasti di tali mezzi, soprattutto durante i raduni, sono innumerevoli:
- danni alla rete viaria minore, che andrebbe preservata per la promozione di un turismo ecosostenibile a piedi o in bici;
- rischio che il passaggio di questi aggressivi mezzi rovini il fondo di sentieri e mulattiere;
- distruzione di muretti a secco di sostegno e terrapieni;
- distruzione del sottobosco, della vegetazione psammofila, a macchia, a gariga, anche in aree di pregio naturalistico;
- disturbo della fauna selvatica;
- inquinamento acustico e atmosferico;
- danni all’assetto idrogeologico;
- danni agli alvei dei fiumi per i continui attraversamenti (es. fiume Manghisi);
- rischio per la sicurezza di quanti praticano l’escursionismo.
Non serve essere ambientalisti per capire quanto la bellezza e la fragilità di certi luoghi siano incompatibili con un’attività portatrice di così serie conseguenze, che denota una visione della campagna come zona franca dove tutto è permesso. Se lo scopo di qualche sport è superare ostacoli e percorsi impegnativi, non si capisce perché lo si debba fare in ambienti fragili dal grande valore storico-naturalistico, e lungo itinerari creati per essere percorsi a piedi o a dorso di animale.


Il Presidente
Fabio Morreale

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Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Luglio 2015 15:02