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Muore l'avvocato Salvatore Patti, pioniere dello scoutismo italiano Stampa
Lunedì 14 Settembre 2015 07:13
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20150914 salvatorePattiSiracusa. L'avvocato Salvatore Patti, ci ha lasciati giovedì scorso. Aveva appena compiuto 72 anni. Per lungo tempo aveva combattuto un tumore alle corde vocali, in silenzio, con grande dignità e piena consapevolezza. Per descrivere bene Salvatore sarebbe necessario farsi raccontare un pò di lui da ciascuno delle persone che egli ha conosciuto nella vita, sul lavoro, nello scoutismo. Ognuno ne darebbe un profilo e una sfaccettatura unica e diversa. Perché Salvatore era proprio così, capace essere unico e diverso con ciascuno delle persone che lo hanno conosciuto.

Oltre ad essere socio di Natura Sicula, Salvatore è stato uno dei pionieri dello scoutismo italiano attuale e uno dei padri del roverismo siciliano. E’ il fratello maggiore e il padre spirituale di tanti ragazzi e adulti che egli ha contribuito a formare nel carattere e con i quali ha svolto, con instancabile dedizione e passione, il suo servizio associativo e sociale.

Lo ricordiamo sorridente, con lo zaino in spalla, durante le decine e decine di route fatte assieme, capo in tanti campi scuola, saggio e riflessivo nelle riunioni, comprensivo e buon consigliere nella vita di ogni giorno.

Un faro, come qualcuno lo ha definito, per la vita di molte persone. Forte e deciso nel difendere con vibrante vigore le proprie idee, ma sempre pronto, con altrettanta energia, a difendere la libertà di pensiero e di opinione altrui, anche quando diversa dalla sua. Questo suo atteggiamento, unito a una innata predisposizione a incontrare e conoscere l’altro incondizionatamente, lo ha reso amico di tutti, aperto al confronto e sempre conciliante, anche nelle situazioni più critiche.

Salvatore era una persona di fede, credente, praticante. Ha vissuto il Vangelo nella spiritualità della strada, nel servizio e nell’incontro con il diverso e con gli ultimi. E’ stato un marito esemplare e un padre ammirevole. Ha amato profondamente Nuccia, Maria Concetta e Peppe, più di ogni altra cosa. A loro lascia una grande eredità di amore, onestà, altruismo, correttezza e pace. A loro va il nostro pensiero e il nostro profondo affetto, in questo momento.

Ciao amico mio. Per i sentieri che percorrerai, da oggi in poi, non vi sono zaini da portare, tende o rifugi dove sostare e riposare, bastoni che supportino il tuo cammino. I tuoi passi saranno leggeri e il tuo cuore batterà per sempre i ritmi dell’infinito Amore di Dio.

Luciano Bongiovanni

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Ottobre 2015 06:04