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Resort Ognina. Lettera Aperta al sindaco Garozzo Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Martedì 29 Settembre 2015 12:11
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20150929 garozzoogninalll.mo Signor Sindaco,

essendo Lei il rappresentante dell’intera cittadinanza, desideriamo proporLe degli spunti di riflessione, sul progetto del villaggio turistico a Ognina, che la Sua sensibilità saprà sicuramente tenere in considerazione nell’esercizio del Suo mandato. 
Tutti desideriamo un miglioramento della qualità della vita nella nostra città, ma non ad ogni prezzo. Noi siamo particolarmente convinti che Siracusa possa rifiorire solo con un turismo rispettoso, sostenibile, un turismo che non cementifica le risorse naturali che rendono Siracusa esclusiva, irripetibile.

In questa definizione, come si sa e come gli studiosi insegnano, non è possibile includere l’obsoleta soluzione dei villaggi turistici, o resort, come si preferisce definirli ultimamente.

La scoperta delle nostre bellezze paesaggistiche, di anfratti dimenticati e miracolosamente risparmiati dal cemento, da qualche anno sta suscitando le solite, becere, ghiottonerie economiche di qualche investitore straniero, il cui unico obiettivo è quello di fare soldi nella direzione del mordi e fuggi, depauperando le risorse naturali e contribuendo a mercificare la cultura nei meandri di un turismo vorace e cannibale. Gli imprenditori che vogliono costruire il resort a Ognina provengono direttamente dall’America, e già prevedono di vendere gli alloggi ai soci. Se questa non è speculazione, il mare non è acqua.
Malgrado ciò Siracusa perde tempo ed energie per dibattere su quale scelta di sviluppo intraprendere: sviluppo ad ogni costo, o sviluppo sostenibile? Se avessimo un livello di civiltà leggermente superiore, e un briciolo di senso critico per riflettere che in oltre 10 anni il villaggio di Asparano non ha prodotto alcun vantaggio lavorativo e/o economico per la città, non ci sfiorerebbe nemmeno il dubbio!
In una città in cui l’unico obiettivo dovrebbe essere quello di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico, è una pioggia continua di progetti che intendono fagocitare zone costiere e archeologiche di alto pregio: Plemmirio, Terrauzza, Fanusa, Asparano, Ognina. Si vogliono consumare le risorse naturali non rinnovabili per offrire vacanze stereotipate dentro i villaggi turistici. Strutture blindate, non comunicanti con il mondo esterno, allegre città in cui i clienti sono sempre più in balia delle scelte altrui, comprese quelle del modo di rilassarsi o di visitare i dintorni. Città chiuse che producono ricchezza, sfruttando le nostre risorse. Unico obiettivo è fare soldi e portarseli nelle città da cui provengono. Nessuna ricaduta economica per la città, anzi consumo del suolo e dei beni naturali, e molte molte molte molte promesse da marinaio.
Signor Sindaco, la competitività del turismo siracusano si deve giocare sulla capacità di poter offrire fattori unici e insostituibili. Quelle offerte dai villaggi turistici sono le solite vacanze, artificiali, consumistiche, diseducative, tutte assolutamente identiche, in qualsiasi posto si consumino. Lei invece ha il dovere e l’obbligo morale, ancor prima che normativo, di difendere e valorizzare i beni naturali e archeologici non rinnovabili. E le coste lo sono. Se verranno cementificate saranno perse per sempre, nessuno potrà ricostruirle.
Ormai siamo giunti nell’era del recupero dei valori. Basta ruspe selvagge e cemento di speculatori e abusivi. Pensi quante strutture ricettive potrebbero sorgere riconvertendo in senso alberghiero quella invasiva edilizia che ha fagocitato abusivamente le coste siracusane dagli anni 70 in poi. E senza aggiungere altro cemento. Riqualificando ciò che abbiamo non aggiungeremmo un solo metro cubo di cemento. E valorizzeremmo il territorio nelle sue peculiarità, evitando di omologarlo a una qualsiasi altra parte del mondo. Prima che sia troppo tardi.
Buon lavoro.


Il Presidente
Fabio Morreale

20150929 garozzoognina

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Ottobre 2015 06:04