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Il porto grande muore per asfissia Stampa
Scritto da Francesco Nania   
Lunedì 23 Novembre 2015 22:46
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20151123 portoSiracusa. Nonostante oggi il depuratore di contrada Canalicchio non presenti più i problemi del recente passato, che ha causato in buona percentuale l’inquinamento delle acque del porto grande e coinvolto dirigenti e tecnici della Sai 8 in un'inchiesta della Procura, per la quale a tutt'oggi si sta celebrando un processo in tribunaIe, Ie acque depurate continuano a confluire nel porto grande (insieme con gli scarichi abusivi di privati), provocando il fenomeno dell'eutrofizzazione. Si tratta dell'eccessivo accrescimento di piante acquatiche, per effetto della presenza nell'ecosistema acquatico di dosi troppo elevate di sostanze nutritive come azoto o fosforo o zolfo e il conseguente degrado dell'ambiente divenuto privo di vita. Quando Ie alghe muoiono si verifica una forte diminuzione di ossigeno a causa della loro decomposizione e i processi di putrefazione e fermentazione rendono I'ambiente inospitale anche per altre forme di vita. Trovano spazio microrganismi anaerobici (che non hanno bisogno di ossigeno) che sviluppano sostanze
tossiche e maleodoranti.

Quella dell'inquinamento delle acque del porto di Siracusa e una storia lunga. L'autorizzazione allo scarico dell'impianto di depurazione fu rilasciata dall'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente con decreto n. 171 del 2 aprile 1985 e imponeva all'amministrazione. comunale, all'epoca titolare dell'impianto, la riutilizzazione per usi industriali del refluo depurato. Solo in casi di emergenza, per fatti eccezionali o disservizi, era concesso lo smaltimento dei reflui nel canale Grimaldi e quindi nel mare del porto grande. Per trent'anni, pero, il ricettore ordinario della scarico dell'impianto di depurazione e sempre stato il canale e il porto. L'impatto ambientale su un ecosistema quasi chiuso come il porto è molto elevato: com'è stato denunciato dai tecnici dell'Arpa, il notevole apporto di sostanze nutritive determina un processo di vera e propria eutrofizzazione, con la formazione di alghe e il deposito sul fondo di fanghi. ,
«In questo depuratore, previsto per un'utenza di 180 mila abitanti, che comprende i comuni di Siracusa, Solarino e Floridia, confluiscono 10 milioni di metri cubi all'anno di reflui - afferma Fabio Morreale, presidente dell'associazione "Natura Sicula" - A ciò si aggiungono Ie acque piovane che spesso hanno mandato in sovraccarico il sistema. II fenomeno dell'eutrofizzazione non è da sottovalutare perchè continuano a presentarsi nel porto grande acque torbide, gelatinose».
«Il problema persiste ancora oggi e non si potrà risolvere se non si riprogetta il sistema di scarico dei reflui depurati - continua Morreale - Eppure la soluzione sembrerebbe a portata di mano. Si potrebbe, infatti, utilizzare la conduttura del fiume Ciane, attualmente dismessa e che in passato serviva a fornire Ie acque dolci agli impianti di raffreddamento del polo petrolchimico di Priolo per addurre i reflui al depuratore las di Priolo Gargallo, che consentirebbe di sversarIi a un chilometro e 800 metri dalla costa, in mare aperto».
Agli inizi degli anni Novanta meno del 10% dei reflui depurati dalI'impianto di contrada Canalicchio veniva confluito negli impianti di distribuzione dell'allora consorzio ASI, attraverso una condotta di mandata collegata all'acquedotto Ciane, che alimentava l'invaso di contrada Mostringiano per servire Ie utenze della zona industriale priolese. L'immissione avveniva nella "Vasca Tremilia", con funzione di accumulo e ripartizione delle acque provenienti dal fiume Ciane e quelle depurate. La condotta si sviluppa, per una lunghezza di 1730 metri, nella cosiddetta "galleria di valico" che attraversa la balza di Epipoli. Proprietario dell'acquedotto Ciane è il Consorzio di Bonifica 10. II progetto, in realtà, potrebbe andare in "porto" qualora si riuscissero a intercettare i fondi pubblici destinati a questo tipo di problematica, legata alla tutela ambientale. «Si pensi alle risorse disponibili, attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione - spiega I'avvocato Paolo Tuttoilmondo di Legambiente Sicilia – Si tratta di fondi messi a disposizione dal Cipe per l'adeguamento degli impianti di depurazione e delle reti fognarie. È stata destinata qualcosa per il porto di Augusta ma nessuno si è fatto avanti da Siracusa per avanzare un progetto al quaIe possa essere previsto un congruo finanziamento. Credo sia giunto il momento che qualcuno faccia un passo».


Francesco Nania
Da “Libertà” e “La Sicilia Siracusa” del 20/11/15