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Eventuale fuga di petrolio distruggerebbe il Mediterraneo e i suoi popoli Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Sabato 09 Aprile 2016 11:58
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01La fuga di greggio che il 14 marzo scorso è avvenuto da una piattaforma petrolifera tunisina ci ha tenuti col fiato sospeso. La macchia nera ha cominciato a espandersi, fermandosi a soli 120 km da Lampedusa. In pericolo c'era la salubrità del Mediterraneo, l'ecosistema marino, il turismo, la pesca, la qualità della vita, la salute. La vicenda, scomoda ai petrolieri e a chi rema contro il referendum del 17 aprile, in primis il governo nazionale, è stata praticamente ignorata dai media.

Per quanto tempo ancora l'integrità del Mediterraneo e dei suoi popoli dovrà dipendere dalla fortuna? Questa volta è andata bene, ma proprio perché non si può escludere che qualche volta vada male, al referendum del 17 aprile vota SI. Fermiamo le trivelle nel Mediterraneo.
Se ieri è toccato al mare tunisino colorarsi di nero, domani potrebbe toccare al nostro mare. Votando SI, man mano che scadranno le concessioni, le sette trivelle presenti sotto le 12 miglia delle coste siciliane saranno costrette a cessare le attività e a smantellare. E il governo sarà indotto a investire in ricerca scientifica e tecnologica per rendere le energie rinnovabili economicamente equiparabili al metano e al petrolio.
Salvare il Mediterraneo è un dovere, tanto quanto salvare casa propria.
In allegato, il comunicato stampa del Comune di Lampedusa e Linosa sullo scampato pericolo.

Fabio Morreale

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