Notice
UE rinvia la decisione di vietare il glifosato Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Giovedì 07 Luglio 2016 07:09
Share

01Siracusa. Il pesticida più usato al mondo, dichiarato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) “cancerogeno” e “potenziale cancerogeno per l’uomo”, non è stato vietato dalla Commissione Europea. Il 30 giugno scorso l’UE ha prorogato l’uso del glifosato per altri 18 mesi. In virtù del rischio e per il principio di precauzione sarebbe indispensabile sospendere l’uso del pesticida.

Bisognerebbe vietare definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato, e chiedere alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono, e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne fanno uso, evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.

L’UE invece ha ritenuto di non dover adottare alcuna misura precauzionale. Venti paesi hanno votato a favore del rinnovo, anche se per soli 18 mesi. Malta è stato l’unico paese a votare contro, mentre Italia, Francia, Germania, Austria, Grecia, Portogallo e Lussemburgo si sono astenuti. Si è stabilito un periodo di proroga decisamente più breve per aspettare il parere dell'Agenzia europea sulle sostanze chimiche (ECHA), e metterlo a confronto con quello dell’IARC rilasciato il 20 marzo 2015 e firmato dai migliori scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ricordiamo che il glifosato è un erbicida non selettivo, il cui brevetto – detenuto da Monsanto – è scaduto nel 2001: da allora può essere liberamente prodotto. Viene commercializzato in diverse formulazioni, Glinet e Roundup sono le più note. Il Dna di soia, cotone e mais è stato modificato per resistere al diserbante. A Siracusa è utilizzato per diserbare i margini di alcune strade, ma anche nel settore agrario e in quello forestale, soprattutto per distruggere le popolazioni di Albero del Paradiso Ailanthus altissima, specie alloctona e dominante che dalla Cina ha infestato tutta Europa.

Le alternative al glifosato esistono: sono le buone pratiche agronomiche, ecologiche e sostenibili anche sul piano economico a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici.
Pratiche come lo sfalcio e la trinciatura delle erbe non possono essere considerate un ritorno al passato: sono, piuttosto, una delle risposte a una serie di emergenze, come il drastico impoverimento della sostanza organica nel terreno, l’esigenza di limitare l’erosione dei suoli e quella di proteggere la biodiversità e gli habitat naturali. Oggi la vera innovazione è adottare l’approccio agroecologico, per migliorare la fertilità dei suoli, diversificare le produzioni, aumentare la capacità di sequestro di carbonio, garantire raccolti adeguati e affrontare il controllo dei parassiti e delle erbe seguendo e monitorando le dinamiche naturali.

50 anni fa il DDT, un altro pesticida sempre della Monsanto, era ovunque. Poi è arrivato un libro che ha cambiato la storia, “Primavera silenziosa”, dimostrando che il DDT poteva causare il cancro. Ci vollero 10 anni per vietarne la produzione. Se oggi il glifosato ci sta uccidendo, non possiamo permetterci di aspettare altri 10 anni. Chiediamo che si agisca subito.

Natura Sicula, attraverso la Federazione nazionale Pro Natura a cui è aggregata, aderisce alla Coalizione italiana #StopGlifosato . Firma e diffondi la petizione:

https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_eu/?tebFUbb

Fabio Morreale

01

02