Notice
No al ripristino del poligono militare: Punta Izzo va tutelata e restituita ai cittadini Stampa
Scritto da Comunicato stampa   
Domenica 07 Maggio 2017 19:08
Share

20170507 puntaizzioAugusta. Il Ministero della Difesa, in risposta a un’interrogazione parlamentare del deputato Gianluca Rizzo, mercoledì scorso ha finalmente chiarito le reali intenzioni del governo e della Marina Militare sul futuro di Punta Izzo, ad Augusta. In una nota firmata dal Sottosegretario di Stato delegato, l’onorevole Domenico Rossi, il Ministero ha infatti dichiarato che Punta Izzo rimane di «particolare interesse per la Marina Militare», essendo ancora in parte utilizzata «per attività addestrative periodiche che non richiedono l’uso di armi». A ciò ha aggiunto che «si sta valutando la possibilità di ripristinare l’uso del poligono» ufficialmente disattivo dal 1983, così confermando una notizia già diffusa un anno fa da alcune testate giornalistiche, dalla quale erano scaturite le legittime preoccupazioni e la mobilitazione di tanti cittadini e associazioni contrari alla ripresa delle esercitazioni militari a fuoco nel comprensorio costiero.

Quanto messo nero su bianco dal Ministero della Difesa sembra di fatto respingere l’istanza popolare, sostenuta da migliaia di cittadini, finalizzata alla smilitarizzazione, alla tutela eco-culturale e alla libera fruizione del comprensorio costiero di Punta Izzo.
Inoltre a Marzo di quest’anno, a due mesi da questa istanza popolare, ha fatto seguito la richiesta dell’Amministrazione Comunale di Augusta alla Marina Militare di attivazione della procedura per la smilitarizzazione del bene.
I programmi annunciati dal governo, cioè il possibile ripristino del poligono e l’utilizzo di una porzione di costa per esercitazioni militari, contraddicono palesemente i vincoli ambientali apposti nell’area dal Piano Paesaggistico della Regione Siciliana. Questo Piano infatti riconosce il massimo livello di tutela (3), in virtù delle straordinarie valenze naturalistiche e archeologiche, non solo a Punta Izzo ma all’intera fascia costiera che dal castello di Agnone si estende fino alle ex Saline Regina, prescrivendo un divieto assoluto di edificabilità e persino di effettuare movimenti di terra che possano trasformare i caratteri morfologici e paesistici. Per contro, lo stesso Piano obbliga le istituzioni ad attuare precisi interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e tra questi: la conservazione dei valori naturali e della biodiversità, la tutela delle singolarità geologiche, la riqualificazione ambientale del litorale e la rinaturalizzazione dei tratti più o meno artificializzati con l’uso delle tecniche dell’ingegneria naturalistica, nonché l’eliminazione dei detrattori ambientali e il potenziamento della fruizione didattico-scientifica attraverso l’individuazione di itinerari naturalistici. A tutto ciò si aggiunga che l’area di Punta Izzo è attigua alle ex Saline Regina, cioè a un’importante area umida rifugio per l’avifauna, riconosciuta dall’Unione Europea come Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), che verrebbe minacciata nei suoi naturali equilibri dalla ripresa delle esercitazioni a fuoco nel vicino poligono militare.
È pertanto evidente come tutte queste misure di tutela paesaggistica e il delicato contesto ambientale in cui s’inscrive Punta Izzo, siano semplicemente incompatibili con la destinazione dell’area per attività addestrative delle forze armate e con la stessa permanenza di un vincolo militare in loco. Occorre precisare in proposito che le opere e gli interventi a scopo di difesa non sono affatto esenti dal rispetto delle norme ambientali, a cominciare dalle procedure relative alla valutazione d’incidenza. Purtroppo, però, la realtà ci dimostra come in tutta la Regione Sicilia, da Niscemi a Erice passando per Agrigento, continuano a essere realizzate e si ampliano istallazioni e attività militari all'interno di riserve naturali e altre zone protette, in barba a leggi e direttive regionali, nazionali, europee e internazionali.
Per queste ragioni, esprimiamo il nostro dissenso nei confronti dell’indirizzo del governo nazionale con riferimento all’impiego militare del comprensorio costiero di Punta Izzo, che - ribadiamo - avviene in chiara violazione della normativa ambientale regionale e nazionale.
Invitiamo, pertanto, il Ministero della Difesa a rivedere le proprie scelte, e l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana a intervenire per rivendicare il rispetto da parte del governo nazionale delle prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale.
Per un esame approfondito della vicenda e per esporre in quella sede la rilevanza di queste argomentazioni tecniche e politiche, riteniamo opportuna l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tra Comune di Augusta, Ministero della Difesa, Regione Siciliana, Agenzia del Demanio e Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, con la partecipazione anche di una rappresentanza del Coordinamento cittadino che si è fatto promotore della petizione popolare per la smilitarizzazione, la bonifica e la tutela di Punta Izzo.
Infine, invitiamo la cittadinanza alla giornata eco-culturale di domenica 7 maggio organizzata dal Coordinamento per Punta Izzo Possibile e dall’associazione Natura Sicula. Al paventato ripristino del poligono di tiro rispondiamo con un'iniziativa naturalistica e culturale che vuole essere un tributo alla bellezza di questo territorio e un'ulteriore spinta al desiderio collettivo di custodirlo, valorizzarlo e renderlo fruibile.
Appuntamento domenica 7 maggio 2017 alle ore 10 ad Augusta presso il parcheggio del Lungomare Granatello.


Coordinamento per Punta Izzo Possibile
Amministrazione Comunale di Augusta

20170507 puntaizzio

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Maggio 2017 21:19