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SOPRINDENTENTE PANVINI: TUTELA LENTA Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Lunedì 13 Novembre 2017 11:17
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03All'isola di Capo Passero autorizza un resort impossibile

Siracusa. La Soprintendente Rosalba Panvini rilascia autorizzazioni di dubbia legittimità e con troppa facilità. Adesso ha dato il suo assenso alla realizzazione di un resort di lusso sull’isola di Capo Passero.

Non considerando che l’isola è iscritta al Piano Regionale di Parchi e Riserve, e che gli unici interventi possibili sono la manutenzione ordinaria e straordinaria dei capannoni della tonnara e non la loro trasformazione in suite, ristorante e strutture di servizio che comporterebbero, tra l’altro, il cambio di destinazione d’uso e la costruzione di opere esterne entro i 150 m dalla costa, lo scorso agosto la Panvini ha dato parere favorevole.

Oltre alle prescrizioni del Piano Parchi e Riserve, la Panvini dovrebbe conoscere anche quelle del Piano Paesaggistico, voluto e redatto dallo stesso Ente per cui lavora: l’isola è sottoposta al livello di tutela 3, cioè massimo. I movimenti di terra sono consentiti esclusivamente per scopi agricoli. Vietato costruire nuove strutture quali strade, pontili e ponti galleggianti come quello che la società mantovana di investitori, per collegare l’isola alla terraferma, vorrebbe realizzare con plinti in cemento armato ancorati al fondo marino per mezzo di cavi di acciaio. Proprio per evitare speculazioni e usi impropri, il Piano prevede esclusivamente interventi conservativi degli straordinari fattori paesaggistici e naturali (coste, habitat, biodiversità) che l’isola possiede. Il parere rilasciato è assolutamente illegale. Il nuovo Assessore regionale ai BB. CC. Vittorio Sgarbi, se vuole dare un concreto segno di cambiamento col governo passato, non perda tempo ad annullarlo.
Non è la prima volta che, in qualità di Soprintendente, la Panvini tuteli meno di quanto il ruolo e gli strumenti normativi gli consentano.
Dal 2004 al 2010 è stata a capo della Soprintendenza di Caltanissetta. Allora fece discutere per aver autorizzato la realizzazione di un parco eolico presso la “Rupe di Marianopoli”, zona vincolata e sito di interesse comunitario, e per aver dato l’autorizzazione alla costruzione di uno degli “ecomostri più brutti d’Italia”, un ascensore nella rocca di San Paolino, a Sutera.
A Ragusa, ove è stata Soprintendente dal 2013 al 2015, la ricordano per una serie di nulla osta di dubbia legittimità, ed esattamente: per la costruzione di decine di ville in campagna a uso rurale e residenziale turistico senza adeguati controlli in merito all’effettivo collegamento alla conduzione agricola del fondo (per alcune di esse il Comune di Ragusa avrebbe addirittura accertato la lottizzazione abusiva); per la costruzione a Donnafugata di uno stabilimento balneare amovibile in zona con vincolo di inedificabilità; per la ricerca di idrocarburi tramite trivellazioni in terreni agricoli lungo la vallata dell’Irminio.
Due anni fa è stata nominata Soprintendente di Siracusa e recentemente anche membro del Consiglio regionale dei Beni culturali. Quest’ultima nomina, destinata tra l’altro ai docenti universitari ordinari, l’ha ottenuta irregolarmente da docente a contratto. Da questa poltrona, con fare ambiguo, piuttosto che sollecitare l’istituzione del parco archeologico di Siracusa per far rimanere in loco i 4 milioni di euro annui che si incassano con lo sbigliettamento (attualmente finiscono a Palermo), ha chiesto di rivedere (ancora una volta?) la perimetrazione e di far slittare il decreto di istituzione al 6 dicembre. Viene il sospetto che la Panvini abbia voluto accogliere le ennesime istanze dei costruttori edili che con l’attuale perimetro del parco perderebbero la possibilità di edificare sulla collina dell’Epipoli, quella attraversata dalle mura dionigiane.
Preoccupa molto questa costante e continua violazione delle norme. Il sospetto è che i pareri rispondano solo alle pressioni di soggetti contrari alla tutela. Urge l’intervento dell’Assessorato regionale ai BB. CC. e della Procura della Repubblica per verificare la legittimità delle autorizzazioni rilasciate e per arrestare questa continua e incessante opera di smantellamento di fatto delle norme della democrazia.


Fabio Morreale

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