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Decreti sulle Guide di Media Montagna, osservazioni. Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Giovedì 25 Gennaio 2018 13:09
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20180125 guidemotagnaIll.mo assessore Pappalardo,
la presente per dare manforte al suo provvedimento di sospensione per quattro mesi del decreto Barbagallo, quello che impedisce a guide diverse da quelle del Collegio regionale alpino-vulcanologico di condurre turisti all’Etna ad alta e media quota.

La presente anche per motivarle il nostro invito a rivedere la precedente norma che introduce in Sicilia la figura della Guida di Media Montagna (GMM, art. 67 l.r. 17 marzo 2016, n. 3), il decreto istitutivo dell’elenco speciale delle GMM (n. 9/2016), e l’avviso pubblico contenente il regolamento per l’iscrizione all’elenco speciale delle GMM (l.r. n. 6/Gab del 28/03/2017).

Questi provvedimenti normativi, voluti dall’ex assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo per regolamentare l’esercizio della professione di Guida naturalistica, si sono rilevati iniqui, clientelari e incongruenti rispetto a una professione le cui competenze erano state ben definite dalla precedente legge Granata (l.r. 8/2004). La professione, in oltre un decennio di vuoto normativo, si è consolidata come un’attività intellettuale che Barbagallo ha declassato in una mera attività fisica, con ridicole prove di resistenza che premiano solo i “superman” della situazione, e non chi ha una buona formazione ed esperienza.
Finora la Guida Naturalistica (GN) ha accompagnato turisti senza costringerli a prestazioni fisiche e competizioni tipiche dell’attività sportiva. La GN dialoga, accompagna, descrive e fornisce ai propri ospiti la chiave di lettura dei fattori naturali. Allinea la velocità del camminare al più lento perché l’escursionismo non è una gara ma un’opportunità di conoscenza del territorio. L’escursionista, a sua volta, apprezza questa impostazione perché vuole scoprire, vivere il territorio, avere il tempo di metabolizzare le conoscenze acquisite e di percepire l’anima dei luoghi, di innamorarsene. D'altronde per guidare gruppi alle saline di Trapani o a Vendicari, al Bosco di Ficuzza come a Pantalica/Valle dell’Anapo, a Torre Salsa come a Monte Cofano, non serve saper affrontare 500 m di salita in un’ora (l.r. n. 6/Gab del 28/03/2017, art. 8). Il turista non viene per massacrarsi fisicamente ma per godere della bellezza, del paesaggio e della natura. Vuole camminare, e la velocità oraria la stabilisce lui perché lui è il committente. Ostinarsi a sottoporre a prove fisiche i candidati che vogliano ottenere l’iscrizione all’elenco speciale delle GMM è assolutamente fuori luogo e mortificante per tutta la categoria professionale.
Che gli atti di Barbagallo siano imparziali perché favoriscono le Guide alpine e vulcanologiche danneggiando le altre, è un dato di fatto.
La prima versione del decreto per iscriversi all’elenco speciale delle Guide di Media Montagna attribuiva troppi incarichi al Collegio regionale delle Guide alpine e vulcanologiche: la quota di iscrizione andava versata al Collegio, la domanda si indirizzava al Collegio, la Commissione esaminatrice aveva 3 membri del Collegio su 6. Insomma, tutto a uso e consumo delle Guide alpine e vulcanologiche, pur essendo investite da un enorme conflitto di interessi perché chiamate a dover giudicare l’idoneità dei loro concorrenti professionali.
Osservazioni, ricorsi e proteste, giunti a pioggia da Natura Sicula, Federazione nazionale Pro Natura, AIGAE, Federescursionismo e altri portatori di interessi comuni, indussero l’assessore a limare l’avviso. Egli però si guardò bene dal trasformarlo in un provvedimento che garantisse imparzialità, trasparenza, equità e rispetto della professionalità delle Guide naturalistiche, in primis di quelle con decenni di lavoro alle spalle. Si insiste sempre sulle prestanti capacità fisiche delle GMM ma non si fa leva sulla loro preparazione culturale, sulla formazione ricevuta.
Anche l’ultimo decreto, volto a stabilire una bipartizione equa dei sentieri del parco dell’Etna, si è rivelato un regalo alle Guide alpine e vulcanologiche. Chi non appartiene alla casta non solo non può lavorare ai crateri sommitali, ma non può guidare neanche a quota media. I sentieri più comuni, come quelli della Schiena dell’Asino, della Valle del Bove, dei Monti Sartorius, di Serracozzo diventano esclusivi degli amici di Barbagallo.
Di fronte a tanto favoritismo, si potrebbe anche pensare che le norme siano state pianificate per avere un ritorno elettorale, visto che Barbagallo è stato uno dei candidati alle elezioni regionali del 5 novembre scorso, e che è stato eletto.
Da parte nostra, caro assessore Pappalardo, ci sentiamo di suggerirle (e crediamo che lei ne convenga) che ostinarsi a tagliare a fette la Sicilia non torni utile a nessuna corporazione, ma neanche ai turisti che dovrebbero distrecarsi in mezzo a questo caos. Riteniamo invece più importante garantire che i servizi guida in parchi e riserve vengano svolti da guide debitamente formate, capaci di descrivere con passione, competenza ed esperienze sensoriali gli aspetti naturalistici, antropologici, geologici, culturali ed enogastronomici dei siti che fanno visitare.
E per finire. Usare in Sicilia una terminologia diversa da quella nazionale per indicare la stessa figura professionale, non ci pare vantaggioso. Si crea solo confusione. Quella che in Sicilia è diventata la Guida di Media Montagna, da decenni a livello nazionale si chiama Guida naturalistica, o Guida Ambientale Escursionistica, o Accompagnatore di Media Montagna. E così sarebbe opportuno chiamarla.
In ultimo, si precisa che la nostra è un’associazione naturalistica e culturale dotata di un corpo di Guide naturalistiche di provata esperienza, e che periodicamente teniamo, insieme alla Federescursionismo, corsi di formazione per guide naturalistiche secondo lo standard internazionale della Mountain leader. Certi che nella nostra nota di osservazioni possa trovare spunti di riflessione per una soluzione che accontenti le istanze di tutti, porgiamo cordiali saluti.

Il Presidente
Fabio Morreale

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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2018 06:02