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Raccolta differenziata. Noto al 30 % dopo 3 mesi, Siracusa al 5% dopo 10 anni Stampa
Scritto da Fabio Morreale   
Mercoledì 19 Maggio 2010 07:40
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10_20100519Siracusa. Mentre il Comune di Noto in soli tre mesi fa volare la raccolta differenziata al 30%, il Comune di Siracusa dopo 10 anni è ancora a un misero 5%.
Se un altro Comune è stato capace di fare tanto in così poco tempo, è chiaro che esiste la possibilità di "fare" e che il "non fare" è una precisa scelta politica. Al di là di tanti progetti, campagne promozionali e finanziamenti inutili, il dato mette a nudo qual è la vera intenzione dell'amministrazione aretusea: difendere una politica sui rifiuti fortemente orientata all'uso delle discariche. Mantenere lo status quo sembra l'unica preoccupazione di questa classe politica. Con il candore che li contraddistingue, Visentin e Spadaro, rispettivamente Sindaco e Assessore all'Ambiente del Comune di Siracusa, sono stati capaci di ridurre i servizi a favore della RD, quindi a far crollare il già misero dato percentuale dal 9 al 5%. Arrampicandosi sugli specchi, il Sindaco e l'Assessore tentano di spiegare le loro inefficienze fornendo giustificazioni al limite della credibilità e usando sempre verbi coniugati al futuro: apriremo il Centro Comunale di Raccolta di via Elorina la domenica, faremo altri 3 CCR in viale S. Panagia, Cassibile e Belvedere, faremo ricollocare i cassonetti mancanti, faremo svuotare più frequentemente i cassonetti stracolmi, avvieremo la RD porta a porta. Faremo faremo faremo. Anni e anni di illusioni e mensogne.

Le uniche cose che hanno fatto, per i quali non possono rischiare la smentita, sono che: il CCR di via Elorina è chiuso da 4 mesi per non aver realizzato una canaletta di scolo; i cassonetti per la RD sono sempre meno; l'applicazione della premialità non è mai avvenuta; la tassa sui rifiuti nel comune capoluogo è la più costosa d'Italia; l'appalto con l'IGM (concessionaria del servizio di raccolta) pur essendo scaduto viene prorogato di 6 mesi in 6 mesi da anni; i costi di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto sono sempre a carico del cittadino.
Se i risultati sono questi, Visentin e Spadaro facciano una pausa di riflessione affinché individuino presto o nuove scelte politiche o il momento opportuno per dimettersi.

 

Fabio Morreale