Estate augustana, sponsor smacchiatutto

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I principali sponsor-finanziatori dei concerti, spettacoli ed eventi dell’Estate Augustana 2023 sono:

– SONATRACH E SASOL, colossi dell’industria petrolchimica ad Augusta, già oppostisi al Piano regionale di tutela della qualità dell’aria e attualmente indagati dalla Procura di Siracusa per il delitto di disastro ambientale aggravato nell’inchiesta che ha portato al sequestro del depuratore consortile IAS di Priolo. In questo procedimento penale, le associazioni Natura Sicula, Legambiente e la Lipu sono gli unici soggetti del territorio ad essersi dichiarati parti offese in sede giudiziaria contro gli industriali petroliferi inquisiti. Assente invece l’amministrazione comunale di Augusta guidata dal Sindaco Giuseppe Di Mare, che in compenso ha tacciato di “metodo mafioso” le associazioni ambientaliste che pongono domande sui legami tra politica locale e aziende accusate di gravi crimini ambientali;

– MAXCOM, titolare del deposito di idrocarburi – classificato “a elevato rischio di incidente rilevante” – collocato nel quartiere Borgata di Augusta, a stretto contatto con le abitazioni, le istallazioni militari e la ferrovia. Di questo deposito il Piano di Risanamento Ambientale del 1995 prevedeva la delocalizzazione all’esterno del tessuto urbano. A distanza di quasi tre decenni, l’impianto non solo non è stato ancora delocalizzato ma la MAXCOM ha richiesto pure l’allungamento dei suoi pontili. Nessuna opposizione è stata manifestata dall’amministrazione Di Mare;

– GESPI, gestore dell’inceneritore di Punta Cugno dei fratelli Amara Giuseppe e Giovanni, entrambi rinviati a giudizio il 27 settembre 2017 per il reato di cui all’art. 260 del d.lgs. n. 152/06 (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti). Giuseppe Amara, in qualità di amministratore unico della GESPI, nel 2013 era già stato condannato in primo grado a 1 anno e 8 mesi di arresto e 35 mila euro di ammenda per inquinamento ambientale (emissioni di furani, idrocarburi policiclici aromatici e diossine in dosi mille volte superiori ai limiti di legge), oltre alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale di 50 mila euro in favore del Comune di Augusta per il danno patito dalla collettività. La condanna è poi caduta in prescrizione, mentre rimane accertato e irreversibile il danno cagionato all’ambiente. Nessuna azione civile di risarcimento risulta essere stata mai intrapresa dal Comune di Augusta, a quel tempo retto dalla Commissione straordinaria insediatasi (in data 15/03/2013) a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose;

– LOG SERVICE, del gruppo GESPI, che propone di realizzare una discarica di rifiuti speciali pericolosi nel cuore della zona industriale siracusana. Associazioni e comitati ambientalisti hanno denunciato l’assenza di trasparenza e informazione da parte dell’amministrazione comunale, chiedendo un Consiglio comunale ad hoc. A distanza di otto mesi, nessuna risposta è pervenuta dalla presidenza del Consiglio comunale; mentre il Sindaco e la sua giunta, ancora una volta, tacciono omettendo di rendere pubblica la loro posizione in merito alla realizzazione di questa nuova discarica;

– ECOMAC, proprietaria del deposito di rifiuti in contrada San Cusumano distrutto dal devastante incendio dell’agosto 2022. Un rogo che ha determinato il rilascio in atmosfera di diossine e furani in quantità fino a 4 volte superiori ai limiti raccomandati dall’Organizzazione mondiale della Sanità: un disastro annunciato, se si considera che l’ARPA e il Libero Consorzio di Siracusa avevano già accertato delle grossolane difformità nella gestione dell’impianto rispetto alle stringenti prescrizioni imposte dall’autorizzazione ambientale rilasciata dalla Regione. Il Sindaco di Augusta, al pari degli altri sindaci della zona industriale, dopo giorni trascorsi a diramare messaggi social “rassicuranti” in assenza di dati scientifici, ha poi omesso di informare i suoi concittadini dei risultati – tutt’altro che rassicuranti – delle analisi condotte da ARPA, mentre nessun monitoraggio delle matrici ambientali post-incidente risulta essere stato eseguito;

– BUZZI UNICEM, tra i “nemici del clima” come documentato da Legambiente, trattandosi di un’attività industriale che “ha un impatto significativo su tutte le matrici ambientali e continua ad utilizzare combustibili (petcoke e carbone fossile) fortemente inquinanti e con elevato effetto climalterante”. Dopo un’iniziale sospensione in autotutela, l’amministrazione Di Mare ha confermato il rilascio del permesso a costruire dell’impianto di ricevimento e dosaggio di Combustibile Solido Secondario (CSS) nel forno di cottura clinker da realizzarsi in contrada San Cusumano.

Lo abbiamo già scritto tante volte e continuiamo a ripeterlo: la subalternità della politica locale agli interessi delle lobby industriali produce un elevato rischio di interferenze nelle decisioni che i pubblici amministratori sono chiamati ad assumere nell’interesse della collettività. Per questa ragione, ci sembra necessario e doveroso che il Consiglio comunale di Augusta si doti di un regolamento che disciplini le sponsorizzazioni e i finanziamenti provenienti dalle aziende private. Con una norma su tutte: il divieto di accettare contributi dalle imprese condannate o anche solo indagate per gravi crimini come i delitti contro l’ambiente. Attraverso il varo di un codice etico andrebbe inoltre rifiutata ogni elargizione da parte di imprese che, pur non avendo precedenti penali o carichi pendenti, pongono in essere attività produttive in contrasto con l’utilità sociale e la tutela di primari valori pubblici quali la salute, l’ambiente, la libertà, la sicurezza e la dignità umana. Per evitare in futuro che le “feste” in città si traducano, come da due anni a questa parte, in una grande operazione di “lavaggio verde” e distrazione di massa.

Autore: Coordinamento Punto Izzo Possibile

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