Il Comune di Siracusa insiste a praticare il diserbo delle aree urbane utilizzando il pericoloso glifosato. L’allarme lanciato nei giorni scorsi per aver visto spruzzare il pericoloso disseccante in strade molto frequentate, non ha sortito alcun effetto. I lavori continuano imperterriti. Fino a qualche mese fa i diserbi si facevano manualmente (quando li facevano), con i decespugliatori. Adesso hanno deciso di adottare le vie brevi, anche se pericolose per l’uomo e per ogni forma di vita, animali domestici inclusi.

Eppure il Sindaco sarebbe il garante della salute dei cittadini. Almeno a parole. Per l’amministrazione Italia invece la praticità del potente disseccante è più importante della salute dei cittadini o del principio precauzionale. Quindi nessun passo indietro. In una società in cui il Dio denaro è in cima alla scala di valori, la salute dell’uomo non è in grado di convincere amministratori e dirigenti a vietare alle ditte del verde pubblico l’uso del pericoloso veleno.
Si ricorda che la scelta del Comune di Siracusa è in violazione del decreto del 9 agosto 2016 del Ministero della salute, con il quale si stabilisce che il diserbante non si può usare nelle aree “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bimbi, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie“. Uno spunto di riflessione per la magistratura, alla quale indirizzeremo un esposto.
Diserbo con glifosate in via Ettore Romagnoli, presso l’area archeologica delle Neapolis frequentata da oltre un milione di persone l’anno.
Del pericoloso diserbante, molto utilizzato in agricoltura, non ci libereremo facilmente, visto che ieri la Commissione europea ha dichiarato che rinnoverà l’autorizzazione al glifosato nell’Unione Europea per altri dieci anni, fino al 2033.
Nel 2015 il glifosato, l’erbicida totale più utilizzato al mondo, è stato classificato “probabilmente cancerogeno” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). A luglio 2023, invece, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha affermato di non aver individuato rischi per gli esseri umani, gli animali o l’ambiente tali da impedire l’autorizzazione dell’erbicida, pur riconoscendo che non ci sono certezze.
Basterebbe applicare il principio precauzionale per dismetterlo. Il rinnovo dell’autorizzazione invece fa a pugni col principio menzionato, mentre le prove della pericolosità del glifosato per gli esseri umani e l’ambiente si moltiplicano.


