Parco degli Iblei, ora l’istituzione. Basta rinvii

Data pubblicazione:

Autore:

Categoria:

spot_img

In merito alla prossima istituzione del Parco nazionale degli Iblei, ricordiamo agli oppositori che la fase delle osservazioni si è definitivamente conclusa. È durata ben 18 anni: un periodo persino esagerato, durante il quale chiunque ha avuto il tempo stringente per presentare rilievi, convocare tavoli tecnici, documentarsi e confrontarsi. Per colpa di questi continui rinvii, l’applicazione della legge nazionale del 2007 (Legge 29 novembre 2007, n. 222) è stata finora disattesa. Proprio per questo il 9 giugno 2026 il TAR di Catania ha decretato la fine dei giochi: il Parco va istituito senza ulteriori indugi. I giudici hanno definito illegittimo il silenzio e l’inerzia della Regione Siciliana, imponendo di chiudere l’iter e istituire il parco entro 180 giorni, nominando già un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempienza.

È del tutto inutile continuare a insinuare dubbi sulle opportunità di sviluppo sostenibile che l’area protetta garantirà. Le paure alimentate dai detrattori sono prive di fondamento. L’agricoltura continuerà a essere esercitata regolarmente; gli allevamenti potranno persino includere razze alloctone, rinunciando semplicemente ai contributi specifici che il Parco riserva a chi favorisce la conservazione della biodiversità locale. La storia dimostra che nessun territorio è mai stato danneggiato dalla nascita di un parco. Al contrario, spesso i Comuni limitrofi ne comprendono il valore economico e d’immagine e chiedono di essere inclusi in un secondo momento, com’è già accaduto per il Parco dei Nebrodi con i comuni di Raccuja, Troina e Acquedolci, e per il parco delle Madonie con Gangi, Alimena, Blufi, Bompietro e Lascari. In queste zone dell’entroterra siciliano, il parco non viene percepito come un ente impositore di vincoli, ma come un volano di sviluppo economico, un marchio per l’agroalimentare d’eccellenza, il turismo sostenibile e la salvaguardia del paesaggio.

Il giudice amministrativo di Catania ha sancito che per il Parco degli Iblei la stagione dei tavoli tecnici è tramontata. Il riferimento va ai recenti incontri convocati dai Liberi Consorzi Comunali di Ragusa e Siracusa: iniziative ormai tardive e prive di effetti pratici.

In quasi due decenni, la proposta di perimetrazione è stata modificata, verificata, aggiornata e discussa da ogni angolazione. Tutti i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di dare il proprio contributo. Esponenti politici di ogni schieramento – di destra, sinistra e centro – hanno esaminato il progetto e richiesto varianti. Ma dal giorno della sentenza del TAR, lo spazio della discussione si è chiuso.

Il Parco degli Iblei va istituito adesso. Questo è il tempo dell’esecuzione e dell’applicazione della legge dello Stato. Tutto il resto sono solo forzature contro legge e strumentalizzazioni politiche per tutelare gli interessi di alcune categorie produttive in cambio del consenso elettorale, o per tutelare semplici posizioni di rendita. Il Parco degli Iblei, è bene ribadirlo, non costituisce un problema, bensì lo strumento per conservare la bellezza irriproducibile, far crescere l’economia senza distruggere, e aiutare le comunità montane a contrastare lo spopolamento.

Leggi di più

Articoli correlati