Siracusa. La cava Moscasanti, a ovest della Grotta Monello, è stata recentemente esplorata, anche nel tratto esterno all’area protetta, da un gruppo di soci di Natura Sicula. L’escursione si è svolta a piedi, ma alla fine ciascuno è uscito con un pezzo di automobile. Chi il paraurti anteriore, chi quello posteriore, chi la ventola, chi un frammento di sportello, chi la batteria… tutti pezzi trovati in un punto critico della valle, esterno alla riserva naturale, lanciati dall’alto da qualche cervello sprecato. Tra i rifiuti c’erano anche sanitari, una cucina a gas e un copertone dentro al quale è cresciuta una quercia alta 3-4 m che ci costringerà, opportunamente attrezzati, a tagliare la gomma in due metà per poterla estrarre.

Per quanto possibile, i soci hanno portato via i rifiuti ma occorre un’altra sessione per bonificare completamente la valle. Lasciare il luogo uguale o meglio di prima è uno dei principi più sentiti dai Soci di Natura Sicula. Lo hanno fatto e lo fanno ovunque capiti, con amore gratuito, senza attendere clamori mediatici e medaglie. Per questa occasione gli è bastata la gratitudine del direttore della riserva Salvatore Costanzo: “Complimenti per l’iniziativa, per quello che fate e per come lo fate. Non tornate mai a mani vuote e la natura ringrazia”.
I rifiuti sono stati abbandonati più a monte del tratto protetto. Tutto ciò che non verrà rimosso è destinato, con le piene, a scivolare nella riserva naturale.

La cava Moscasanti, detta anche Vallone Moscasanti, è lunga un paio di chilometri e ricade interamente nel territorio del Comune di Siracusa. Il tratto finale è incluso nel perimetro della Riserva Naturale Integrale Grotta Monello gestita dall’Università di Catania. Tipico solco del tavolato ibleo creato dall’erosione dell’omonimo corso d’acqua durante l’ultimo scorcio del Quaternario, la valle Moscasanti è frequentata dall’aquila minore ed è un insieme di habitat con un fitto e maturo bosco a quercia sempreverde di Quercus ilex. Insieme al leccio vivono specie tipiche della vegetazione a macchia alta, come l’ulivo e il carrubo, mentre la macchia bassa appare più insistentemente nel tratto meno incassato, prossimo alla pianura costiera, con l’Euforbia arborea, la Ginestra spinosa e il Lentisco.
Nell’ambito dei siti della rete Natura 2000, di cui la cava Moscasanti fa parte, gli habitat del vallone sono protetti. Questi habitat sono maggiormente presenti in Spagna e in Italia, in misura marginale in Francia e Grecia.


