Cozzo Ogliastri, addio alla tutela assoluta: autorizzata l’estrazione di 586.000 mc di roccia

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Melilli (SR). Dopo otto anni di pareri negativi e battaglie legali, l’assessorato all’Ambiente della Regione Siciliana ha emesso una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) favorevole. Questo sorprendente parere, diametralmente opposto a quello precedente, sblocca il rinnovo dell’attività estrattiva per la multinazionale Buzzi Unicem, garantendo al cementificio di Augusta la materia prima per i prossimi 15 anni.

L’autorizzazione permetterà l’estrazione di circa 586.000 metri cubi di materiale (4 volte più degli ultimi 15 anni) su un’area di oltre 81.000 metri quadrati.

Il nodo centrale della vicenda riguarda l’ubicazione della cava, situata in un’area dall’altissimo valore ecologico e geologico. La cava non è un sito industriale isolato, ma si inserisce in un ecosistema fragile. L’area ricade nella ZSC “Cozzo Ogliastri”, è adiacente alla riserva naturale “Complesso speleologico Villasmundo-Sant’Alfio” e ospita uno dei sistemi di grotte e cavità carsiche più estesi e protetti della Sicilia.

Enti come l’Università di Catania, il Comune di Melilli e la vecchia Commissione Tecnica Specialistica (CTS) si sono opposti basandosi su rischi concreti. L’estrazione causerebbe un’alterazione permanente del paesaggio e del sottosuolo; le vibrazioni provocate dalle cariche di lancio sono state ritenute incompatibili con la stabilità delle cavità carsiche limitrofe. Inizialmente la Regione aveva negato il parere stabilendo che la tutela dell’ambiente doveva prevalere sul “pregiudizio meramente economico” dell’azienda.

La vittoria al TAR di Buzzi Unicem ha ribaltato la situazione, portando a un nuovo iter che si è concluso con il recente “Sì”. Anche se l’autorizzazione prevede 14 prescrizioni ambientali, rimangono molti dubbi sulla futura integrità del patrimonio naturale, biotico e abiotico.

Tra le prescrizioni, il divieto di esplosioni durante i periodi critici di nidificazione e alimentazione dei volatili, l’obbligo di utilizzare mezzi d’opera a basse emissioni inquinanti, la gestione controllata degli “spari” per minimizzare l’impatto sul suolo.

La ZSC Cozzo Ogliastri ospita numerose specie di rapaci diurni, tra cui Aquila minore, Biancone e Lanario. Questi rapaci di grandi dimensioni necessitano di vasti areali di caccia, pertanto, le sostanziali modifiche indotte sul loro territorio di caccia comporteranno delle gravi conseguenze. Inoltre l’habitat Foreste di Olea e Ceratonia, sarà distrutto nella percentuale pari al 14% della superficie totale.

La decisione segna il passaggio da una tutela assoluta dell’area (blocco dell’attività) a una pseudo tutela, dove nessuna prescrizione potrà mitigare l’impatto sul delicato sistema carsico del sito. L’ampliamento di coltivazione della cava comporterà un importante disturbo, soprattutto per i rapaci, e una inevitabile riduzione degli habitat protetti.

Il ricorso al TAR rappresenta ora l’ultima trincea per impedire che il complesso speleologico subisca i gravi danni di un’attività industriale invasiva a poca distanza dai suoi confini.

La Sicilia 23/03/2026

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