Ben Magec (Gran Canaria – Spagna)

RELAZIONE GRAN CANARIA – BEN MAGEC FEDERATION – ECOLOGISTS IN ACTION
Dal 17 al 25 febbraio 2026, sei membri della nostra associazione e due di Rifiuti Zero Siracusa hanno vissuto un’importante esperienza di mobilità Erasmus a Gran Canaria. Ospiti dell’associazione Ben Magec Federation – Ecologists in Action, i partecipanti si sono dedicati principalmente all’educazione ambientale e all’approfondimento della biodiversità canaria. In questo percorso sono stati guidati dall’esperto Eugenio Reyes Naranjio, che attraverso diversi incontri ha trasmesso il valore del patrimonio naturale locale e il profondo legame storico tra la popolazione e il territorio. Le attività si sono svolte prevalentemente in aree incontaminate e lontane dai circuiti turistici più antropizzati, permettendo di esplorare le rarità botaniche del Giardino Canario, poi osservate nel loro habitat naturale, il borgo rurale di San Pietro con la foresta di Tamadaba e le suggestive abitazioni rupestri scavate nella roccia lavica.
Particolarmente significativa è stata l’escursione alle imponenti dune di Maspalomas. Vedere un ecosistema così tutelato ha fatto riflettere con amarezza sulle spiagge siracusane di Arenella e Fontane Bianche, dove le dune furono rimosse nel secolo scorso per favorire l’urbanizzazione balneare. La distruzione di tali barriere naturali ha chiaramente lasciato la costa siracusana vulnerabile. Sicuramente i danni causati dal recente ciclone Harry sarebbero stati più contenuti se quel sistema difensivo naturale fosse rimasto intatto. Nel corso della mobilità, i partecipanti hanno approfondito le affascinanti strategie di adattamento della flora canaria alle rigide sfide pedoclimatiche locali, osservando da vicino piante dotate di tessuti succulenti per lo stoccaggio idrico, pini pionieri capaci di rigenerarsi dopo il fuoco e foglie protette da fitta peluria o strati cerosi per minimizzare l’evapotraspirazione, scoprendo un ecosistema dalla resilienza straordinaria.
Questa capacità di reazione della natura è emersa con forza nel grande parco naturale di Tamadaba. Qui, il devastante incendio del 2019, che distrusse oltre 10 mila ettari di superficie, ha lasciato tracce ormai minime: trattandosi in larga parte di una foresta di Pinus canariensis, l’unica specie di pino nota per la sua resistenza al fuoco, la pineta si è già ricostituita. Ha sorpreso osservare come molti tronchi abbiano germogliato lateralmente, ricostruendo rapidamente la chioma. Si tratta di un modello di adattamento che offre importanti spunti di riflessione per la gestione del territorio in Sicilia, suggerendo di abbandonare i rimboschimenti con specie aliene come il Pino d’Aleppo o il Pino da pinoli in favore di essenze autoctone altrettanto resilienti.
Parallelamente all’analisi botanica, è stata esaminata la gestione dei servizi urbani, restando colpiti dall’efficienza della raccolta differenziata e dal decoro pubblico, impeccabile anche nei centri più affollati. Sul fronte delle risorse primarie, abbiamo trovato degni di nota i sistemi di approvvigionamento idrico a supporto di un’agricoltura eroica fatta di terrazzamenti e serre. A tal proposito, è stata illuminante la visita a un cantiere a Tejeda, dove la costruzione di un grande serbatoio permetterà di convogliare le infiltrazioni naturali della montagna, evitando la dispersione di preziose sorgenti e chiudendo idealmente il cerchio di una gestione del territorio attenta e lungimirante.
La mobilità ha rappresentato per tutti un momento formativo imprescindibile, coerente con il ruolo di attivisti di un’associazione ambientalista. Sull’isola, a fronte di una gestione eccellente dei servizi pubblici che va dalla segnaletica alla rete dei trasporti, è stata riscontrata, come unica nota dolente, la mancanza di un impianto di compostaggio. Questa carenza obbliga al conferimento della frazione organica nel residuo indifferenziato, causando lo spreco di una risorsa che, se correttamente trattata, risulterebbe preziosa per la fertilizzazione dei suoli locali.
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