Giornata degli Alberi: i giganti arborei di Palazzolo Acreide

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Nella giornata nazionale degli alberi (21 novembre), molti alunni dell’istituto comprensivo “Vincenzo Messina” di Palazzolo Acreide hanno scoperto i giganti arborei della villa comunale. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’assessore comunale alla cultura Nadia Spada, e ha goduto del servizio guida del nostro presidente Fabio Morreale.

Costruita dal 1877 al 1881 su area donata da Vincenzo Messina, barone di Bibbia, la villa è un vero gioiello di storia e natura. In essa rimangono ancora importantissime tracce del bosco che c’era prima che venisse costruita la villa comunale. L’area infatti era una lecceta, con esemplari plurisecolari, alcuni dei quali ancora visibili nel lato meridionale.

Tra essi desta attenzione il leccio più grande della Sicilia, un esemplare di circa 5-6 secoli che da quando è stato censito ha fatto perdere il primo posto al leccio dell’Etna denominato “Ilici di Carrinu”. Il leccio di Palazzolo ha una circonferenza a petto d’uomo di 5,65 m e un’altezza di 24 m. I dati biometrici, raccolti da Morreale nel 2015 per tutti e tre i giganti arborei, comparati con quelli dell’Ilici di Carrinu (C 5,15 m) sono inconfutabili. L’esemplare peraltro è in ottimo stato fitosanitario.

Il secondo albero monumentale della villa è un Cedro del Libano Cedrus libani. La circonferenza del fusto di 3,55 m e l’altezza di 14 m fanno ipotizzare che abbia più di un secolo. Considerato che la villa fu completata 142 anni fa, non possiamo escludere che il Cedro sia stato uno dei primi alberi piantati in quella occasione. Si tratta di un albero singolo, monumentale per dimensione ed età, e in buono stato fitosanitario.

Il terzo albero è un Cipresso comune Cupressus sempervirens. Scorrendo l’albo nazionale degli alberi monumentali, non esiste altro esemplare della stessa specie più grande di questo. Possiede una circonferenza di 7,20 m e un’altezza di 19 m. È un albero singolo, con il primo palco a 1,20 m di altezza. Ha forma piramidale compressa, diametro medio della chioma di 16 m, età presunta 3 secoli, stato fitosanitario buono.

Nel corso della visita, Morreale ha evidenziato la necessità di eseguire uno studio dendrocronologico di tutti gli alberi monumentali della provincia, per riuscire a ricavare, oltre all’età, tutte le informazioni storiche registrate nei cerchi annuali (terremoti, grandinate, nevicate, tempeste, ecc.).

Spostandosi da una parte all’altra della villa, gli studenti hanno conosciuto i nomi di quattro palazzolesi illustri e generosi ai quali sono stati dedicati alcuni spazi:

  • Vincenzo Messina (1819-1880), poeta, sindaco e politico che donò la villa ai suoi concittadini;
  • Salvatore (Sam) Liistro (1937-2013), calzolaio che pur facendo fortuna in Australia, rimase legatissimo alla sua Palazzolo;
  • Francesco Lombardo (1883-1954), scultore di legno e pietra, e maestro della cartapesta, detto don Cicciu Pastasciutta. Le sue creature in cartapesta (asinelli, leoni, orsi, Pierrot, volti di vecchi, teste di re e altre maschere) venivano utilizzate per addobbare i carri allegorici che sfilavano per le vie di Palazzolo Acreide e dei paesi dell’hinterland ibleo;
  • Sebastiano Dipietro (1920-1986), giardiniere appassionato e meticoloso che curò la villa con tale impegno da trasmettere il suo stile a tutti i suoi successori.

Nel viale delle rimembranze alcuni alunni, riconoscendo i nomi dei parenti vittime della seconda guerra mondiale, hanno riflettuto sul fatto che tutte le guerre sono ingiuste, e che le vogliono solamente i potenti e mai la gente comune.

 

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