Non bastavano supermercati, fast-food, piani di lottizzazione e case vacanze. Sulle zone F, vincolate dal PRG comunale a opere di interesse pubblico, ora il Comune di Augusta intende pure condonare le costruzioni abusive. Lo si apprende dalla determina n. 111 dello scorso 26 giugno, con la quale il responsabile del VI Settore ha disposto “di istruire positivamente le richieste di condono edilizio avanzate ai sensi delle Leggi nn. 47/85, 724/94 e 326/03 ricadenti in zone denominate „F‟ del vigente PRG”.
Il provvedimento dirigenziale, tuttavia, non precisa né il numero di pratiche di condono edilizio in zona F pendenti presso gli uffici, né l’esatta localizzazione delle opere abusive – con l’indicazione dei relativi vincoli speciali sovraordinati (paesaggistici, ambientali ecc.) – oggetto delle domande di sanatoria straordinaria. Il risultato è un atto amministrativo che appare privo di motivazione e di assai dubbia coerenza rispetto alla disciplina di settore che prescrive l’inedificabilità delle zone in questione .
Com’è noto,le zone F sono aree destinate ad attrezzature collettive – scuole, uffici amministrativi, impianti sportivi, aree verdi e strutture sociali e culturali -sulle quali il PRG “Calandra” ha apposto un vincolo espropriativo, avendo riservato ogni intervento urbanistico-edilizio alla pubblica Amministrazione. In queste zone è pertanto esclusa l’edificazione da parte dei privati.
Dal 1 gennaio 1994, l’avvenuta decadenza dei vincoli espropriativi ha reso queste zone “bianche”, ossia prive di destinazione urbanistica e dunque – ancora una volta –inedificabili (essendo ammessi solo interventi conservativi) e solo il Consiglio Comunale ha ora il potere di stabilire la loro destinazione attraverso l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG).
E’ bene precisare che nel territorio di Augusta la quasi totalità (circa l’87 %) delle zone F del PRG “Calandra”, in massima parte ricadenti nella fascia costiera che dal Lungomare Granatello si spinge sino al Canale di Brucoli, risulta assoggettata a stringenti vincoli di tutela che escludono l’attività di nuova edificazione e la trasformazione dei caratteri morfologici e paesistici. Tra queste, vanno ricordate la costa di Capo Santa Croce e quella di Capo Campolato, dove il piano regolatore aveva previsto – e prevede tutt’ora – la creazione di due parchi marini pubblici, vietando il sorgere di fabbricati lungo il litorale ben prima della legge regionale n. 78 del 1976.
Quest’ultimo atto dell’Amministrazione sembra dunque funzionale a determinare – unitamente al via libera alle lottizzazioni, al conseguente rilevante consumo di suolo, allo snaturamento delle zone F e al condono degli abusi in queste aree – uno stato di fatto che sarebbe pregiudizievole per una effettiva, condivisa e partecipata pianificazione urbanistica. Cosa resterà da pianificare con il PUG se si continua a cementificare?
Per queste ragioni, il Coordinamento Salvare Augusta ha richiesto all’Amministrazione comunale di annullare in autotutela il provvedimento dirigenziale che ha inteso aprire la strada alla sanatoria straordinaria di eventuali abusi edilizi in zona F. La stessa richiesta è stata indirizzata anche al Dipartimento regionale dell’Urbanistica sul cui tavolo è attualmente pendente la richiesta d’intervento ispettivo avanzata dalle associazioni ambientaliste lo scorso mese di febbraio.
Coordinamento “Salvare Augusta”:
Legambiente Augusta
Natura Sicula Onlus
Punta Izzo Possibile
Piano Terra Aps
Comitato Stop veleni
Rinnova Augusta Aps

