Incendi a Cavagrande, 4 rinvii a giudizio.

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Incendi a Cavagrande, 4 rinvii a giudizio.
Legambiente, Natura Sicula e Acquanuvena ammesse come parti civili.

Si è conclusa con quattro rinvii a giudizio e una sentenza di non luogo a procedere l’udienza preliminare del processo penale scaturito dalla c.d. “Operazione Hybla”, l’articolata indagine avviata a seguito dell’incendio doloso sviluppatosi nella tarda serata del 14 agosto 2020 in una vasta porzione della zona collinare avolese e che ha consentito di fare luce anche su altri tre gravi incendi boschivi che negli ultimi anni hanno flagellato le aree collinari del territorio di Avola e la riserva di Cavagrande del Cassibile.

Il G.I.P. ha rinviato a giudizio le quattro persone che all’esito delle indagini della Procura della Repubblica sono state individuate come autori materiali degli incendi in quanto ritenute responsabili di avere innescato le fiamme.

Il giudice ha invece pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti del dirigente del Comune di Avola imputato di avere omesso di predisporre e sottoporre al Consiglio Comunale di Avola l’atto di aggiornamento dell’elenco catastale dei soprassuoli già percorsi dal fuoco, in quanto non è stato ritenuto competente a provvedervi.

Il c.d. “Catasto degli incendi boschivi”, previsto dalla legge n. 353/2000, è uno strumento fondamentale per combattere il fenomeno degli incendi boschivi, di cui il Comune di Avola si è dotato soltanto nel luglio del 2021 e di cui sono privi molti Comuni della provincia, o perché non lo hanno mai adottato o perché non lo aggiornano annualmente.

Tale strumento, redatto avvalendosi dei rilievi del Corpo Forestale, imponendo sui terreni percorsi dal fuoco una serie di vincoli come il divieto di pascolo e di caccia per dieci anni, impedisce lo sfruttamento economico dei terreni in modo da dissuadere gli utilizzatori delle aree ad appiccare dolosamente gli incendi per consentire una migliore crescita di vegetazione più adatta al pascolo rispetto a quella naturale.

Nel corso dell’udienza è stata accolta dal Gip la costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste Legambiente, Natura Sicula e Acquanuvena, difese dall’Avv. Paolo Tuttoilmondo, in ragione del prolungato e documentato impegno contro il fenomeno degli incendi boschivi, che proseguirà a breve con l’invio di nuove diffide a provvedere al censimento delle aree percorse da fuoco.

Inoltre le associazioni chiedono alla Regione di disporre una immediata indagine ispettiva per verificare l’esistenza, presso i Comuni, di catasti degli incendi aggiornati, se negli anni i terreni distrutti dal fuoco siano stati utilizzati per percepire contributi comunitari nel settore zootecnico e forestale o se aree percorse dal fuoco con formazioni vegetali diverse dal bosco siano state, negli anni successivi, oggetto di trasformazioni agrarie. All’esito della verifica ispettiva, la Regione deve nominare dei commissari ad acta per i Comuni inadempienti.

Per evitare infine che l’inadempimento o il grave ritardo nella predisposizione del “Catasto degli incendi boschivi” rimangano impuniti, ogni Comune deve provvedere alla nomina di un responsabile analogamente a quanto previsto per il contrasto all’abusivismo edilizio, con sanzioni per le inadempienze a carico dei funzionari e delle amministrazioni.

L’apertura del dibattimento è stata fissata per il 16 febbraio del 2024.

LEGAMBIENTE
NATURA SICULA
ACQUANUVENA

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