Siracusa. A distanza di due mesi dal primo intervento, Natura Sicula torna a pulire la cava Moscasanti, la piccola valle compresa tra la grotta del Conzo e la grotta Monello. A metà lunghezza, fuori dall’area di riserva naturale, la valle presentava la parete idrografica destra con un mucchio di rifiuti lanciati dall’alto negli ultimi decenni. La straordinaria squadra di volontari, coadiuvata dal personale della riserva naturale “Grotta Monello”, pur non essendo un giorno festivo o prefestivo, ha trovato il modo di partecipare, ha lavorato con impegno e non si è scoraggiata nemmeno di fronte alla notevole pendenza della parete in cui giacevano i rifiuti, o alla presenza di vegetazione spinosa o lianosa. Togliere i rifiuti è stato faticoso ma non impossibile. È stato necessario anche l’utilizzo di un flex a batteria per tagliare i rifiuti metallici in pezzi più leggeri e maneggevoli, e delle corde per tirare i rifiuti sull’altopiano, dove sono stati caricati e poi conferiti. Oltre ai rifiuti solidi urbani, c’erano anche pezzi di un’automobile, molti dei quali erano già stati portati via due mesi fa, alla prima sessione.

L’obiettivo di Natura Sicula è riuscire a pulire ogni tratto della valle per far tornare il sito allo splendore naturale. Sono rimasti alcuni copertoni e altri rifiuti solidi urbani.
A fine giornata, la soddisfazione dei volontari per aver ripulito l’area e ripristinato il decoro originario, li ha ripagati di tutto il sudore versato. Il loro esempio, il loro gesto di responsabilità serve a controbilanciare le azioni degli incivili, le azioni di quei pochi “tamarri” che non hanno alcun rispetto del bene comune e costringono la maggioranza a vivere in un territorio sporco e impresentabile, senza decoro.

Tipico solco del tavolato ibleo creatosi per erosione praticata dal torrente Moscasanti durante l’ultimo scorcio del Quaternario, la valle è un insieme di habitat e uno straordinario e fitto bosco a quercia sempreverde di Quercus ilex. Insieme al leccio vivono specie tipiche della macchia alta, come l’ulivo e il carrubo, mentre la macchia bassa appare più insistentemente nel tratto meno incassato, prossimo alla pianura costiera, con l’Euforbia arborea, la Ginestra spinosa e il Lentisco.






