La piscina rupestre del Plemmirio

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Area Marina Protetta del Plemmirio, via dei Diamanti, nei pressi del Varco 25. Qui si rasenta la follia. Esempio eclatante di costruzione abusiva che ha fagocitato, in corrispondenza della battigia, una porzione di scogliera. Non la solita seconda casa abusiva al mare, che qui ovviamente non mancano, ma una piscina scavata qualche decennio fa nella scogliera e alimentata direttamente dal mare. Appropriazione privata, brutale e impudente di demanio costiero, perfetto specchio di un’opinione pubblica e degli enti preposti al controllo assolutamente ciechi e assuefatti. Costruzione simbolo della prevaricazione degli egoismi individuali e degli interessi privati sugli interessi collettivi.
Voci di popolo attribuiscono la proprietà a un noto costruttore siracusano. L’abuso va ben oltre la realizzazione della piscina: una bella colata di cemento sugli scogli da luogo a una scala che dal muro della proprietà fa superare agevolmente il dislivello per raggiungere la piscina “privata”. Completano l’opera una fila di paletti di legno con cordone, e un cartello per indicare ai passanti che l’area è ritenuta privata, pertanto è consentito il passaggio ma non la sosta. Il tutto sempre ben manutenzionato.

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