Siracusa. Il biglietto di ingresso al Castello Maniace normalmente è 4 euro. Il prezzo invece è salito a 9 euro da quando vi è stata allestita la mostra di arte moderna “Radica”. Al turista non viene data facoltà di scelta, è costretto a sborsare il doppio.
Stessa cosa al parco archeologico della Neapolis. Da quando vi hanno istallato le sculture di Igor Mitoraj il ticket è passato da 13 a 16,50 euro.
Il sistema è economicamente redditizio, tant’è che viene applicato da Aditus Culture, la società incaricata allo sbigliettamento, in molti altri monumenti siciliani e non. Aditus accoglie la mostra, la spalma dentro gli spazi salienti del monumento, costringendo tutti i visitatori a passarci davanti, e il gioco è fatto. Il visitatore è costretto a pagare di più, anche se è interessato unicamente al monumento per cui è venuto. O paga tutto o non entra. I ticket sono inscindibili.
Il sistema va avanti da parecchi anni malgrado le contestazioni dei visitatori e l’opposizione di alcuni direttori di parco. Il sistema è tanto furbo quanto marcio, fa acqua da tutte le parti e puzza di guadagno facile e iniquo. Sia ben chiaro che non stiamo criticando la qualità delle mostre ma le modalità di pagamento del ticket.
Alla Aditus il contratto è scaduto nel 2020; attualmente sta operando a regime di proroga. Tra una pandemia, un periodo post covid e altre strategie, l’hanno portata alle lunghe fino a oggi. Siamo alla sesta proroga: scade il 31 ottobre 2024 e dovrebbe essere l’ultima. I crediti della società possono vantare anche questa modalità poco felice e assai irritante di far pagare il ticket. Crediti con tante criticità, secondo il direttore generale dell’assessorato ai beni culturali Mario La Rocca, tra cui la nota vicenda del 26 giugno scorso che suscitò una indignazione nazionale: al museo archeologico di Siracusa Aditus umiliò una visitatrice in carrozzella chiedendogli di dimostrare con un certificato la sua palese disabilità, e fece pagare il ticket all’accompagnatore, malgrado la legge riconosca la gratuità a entrambi (Dm 507/97). Ma in un Paese in cui non esiste la meritocrazia, con una Procura in tutt’altre faccende affaccendata, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.
Foto tratte dalla pagina facebook Aditus Culture.


